30.12.05

Creare Emozione

"Creare è dare forma al proprio destino".
Albert Camus

E allora che possiate, in questo 2006 che sarà né peggio né meglio del predecessore, creare.

Creare Sogni, Speranze, Concretezza e Traguardi. Creare Legami, perché l'Uomo di legami vive. Creare Amori e anche romperli. Creare fortunose Coincidenze, creare fumose Antipatie. Creare dubbi, filtrare certezze, costruire Amicizie. Creare Musica, Letteratura, Cinema, Immagini, Fotografia, Scultra. Creare con le mani. E creare con la Testa. Partendo, sempre e comunque, dalla Testa.

Ma, soprattutto, non dimenticate di Creare Emozione.


Un 2006 rock'n'roll a tutti. Un po' alternativo e un po' bastardo.
28.12.05

Ugone

25 maggio
"Sono salito su la più alta montagna: i venti imperversavano; io vedeva le querce ondeggiar sotto a' miei piedi; la selva fremeva come mar burrascoso, e la valle ne rimbombava; su le rupi dell'erta sedeano le nuvole - nella terribile maestà della Natura la mia anima attonita e sbalordita ha dimenticato i suoi mali, ed è tornata per alcun poco in pace con sé medesima.
Vorrei dirti di gran cose: mi passano per la mente; vi sto pensando! - m'ingombrano il cuore, s'affollano, si confondono: non so più da quale io mi debba incominciare; poi tutto a un tratto mi sfuggono, e prorompo in un pianto dirotto. - Vado correndo come un pazzo senza saper dove e perché: non m'accorgo, e i miei piedi mi strasninano fra precipizj. Io domino le valli e le campagne soggette; magnifica ed inesausta creazione! I miei sguardi e i miei pensieri si perdono nel lontano orizzonte - Vo salendo, e sto lì - ritto - anelante - guardo ingiù; ahi voragine! - alzo gli occhi inorridito e scendo precipitoso appiè del colle dov ela valle è più fosca. Un boschetto di giovani querce mi protegge dai venti e dal sole; due rivi d'acqua mormorano qua e là sommessamente: i rami bisbigliano[...]".
29 maggio, all'alba
"Se tu mi vedessi stanco , squallido, taciturno errar su e giù per le montagne e cercar di Teresa, e temer di trovarla, sovente brontolar fra me stesso, chiamare, pregarla, e rispondere alle mie voci: arso dal Sole mi caccio sotto una macchia e m'addormento o vaneggio - ahi che sovente la saluto come se la vedessi, e mi pare di stringerla e di baciarla - poi mi svanisce, e dio tengo gli occhi inchiodati sui precipizj di qualche dirupo[...]".


Chi non ha desiderato almeno una volta essere protagonista di siffatti ragionamenti?

Io, si.



Ehm. Per chi non l'avesse capito trattasi di Niccolò "Ugone" Foscolo, Ultime lettere di Jacopo Ortis.
26.12.05

Last christmas...


Australia Posted by Picasa

Last Christmas I gave you my heart!

Siate rock più che potete, ma non come intende Celentano. Siate sani e belli. Siate gentili - soprattutto con le pupe. Siate arroganti. Siate indie, sempre. Siate creativi. Siate fenomenali. Siate esaltati. Siate sensuali. Siate profumati, ma ogni tanto puzzate. Siate magnificamente intuitivi. Siate intelligenti. Siate anche stolti, la sera. Siate retti. Siate eccellentemente resistenti. Siate leali. Siate maledettamente antipatici (con chi lo merita). Siate umani. Ma, soprattutto, non siate stupidi.

Rocknrolla
23.12.05

Mondi paralleli

Un miliardo e 300 milioni di persone vive con circa un dollaro al giorno.

800 milioni di persone soffrono la malnutrizione.

I redditi delle 200 persone più ricche del mondo superano quello del 40% della popolazione mondiale.

2 miliardi e mezzo di persone non hanno adeguati servizi sanitari.

23 milioni di persone in Africa sono infettate dall'Aids.

850 milioni di persone nei paesi in via di sviluppo sono analfabete.

3 milioni di persone muoiono ogni anno per l'inquinamento atmosferico.

5 milioni muoiono, invece, a causa di infezioni intestinali dovute alla contaminazione dell'acqua potabile.

Un terzo di tutte le donne del mondo ha subito violenza da parte del partner.

Più di 250 milioni di bambini lavorano o sono ridotti in schiavitù.

Nel 2000 circa 300mila bambini hanno combattuto come soldati.

Dalla fine del 1997 al 2000 le guerre e i conflitti etnici hanno prodotto 12 milioni di profughi.

"I dubbi sull’ordine economico globale, che si manifestano ben oltre le proteste organizzate, devono essere considerati alla luce della contemporanea presenza, nel mondo in cui viviamo, di una miseria degradante e una prosperità senza precedenti".
Amartya Sen, Globalizzazione e libertà, Milano, Mondadori, 2002, p.3

Credo che un Mondo che ci proponga realtà del genere sia un mondo da ristrutturare.
Alla larga dall'ipocrità impostazione della filantropia colonialista, ma fornendo l'opportunità di uno sviluppo "bilanciato" ai Paesi Sottosviluppati.
Che significa ridurre il debito, collegare le politiche finanziare a quelle commerciali e di cooperazione, fare in modo da poter avviare un aumento delle esportazioni, amministrare rigidamente i fondi ricevuti in prestito, rivedere le funzioni degli organismi economici internazionali.
22.12.05

Serendipità


26 agosto 2005 Lisboa ora locale 15:25 Posted by Picasa

Solo una foto che mi hanno fatto avere ieri notte.

Mi sembrava il caso di postarla dal momento che appaio in uno dei miei rari momenti di normalità.

Scherzi a parte: è una foto che mi pare trasmetta abbastanza bene un aspetto del mio carattere che solo i grandi Amici riescono a cogliere e che invece mi piacerebbe riuscissero a comprendere tutti (quelli che mi conoscono, mi leggono, mi odiano, mi stimano, mi spedirebbero in esilio su Marte).

E che segna una gran bella vacanza a Lisbona con una persona che nel giro di poco tempo è diventata Amica nel vero senso della parola.

E - soprattutto - in virtù di quello strano meccanismo della sorte che si chiama Serendipità e che indica la scoperta di qualcosa/qualcuno di prezioso quando, davvero, non lo si stava cercando.

Un po' quel che è successo a Colombo quando si è imbattutto nel continente americano.
Lui non lo cercava mica. Andava nelle Indie.

PS Per la serendipità?
Cercate qualcosa dello scrittore gotico inglese Horace Walpole o, in alternativa, il racconto "I tre sovrani del Serendip" di Cristoforo Armeno.
Dal quale Walpole - quello di "Il castello di Otranto" - estrasse il principio della serendipity.
20.12.05

Stile nel parlare. Eccchecccazzo.


dal film "Thirteen"(2003) di Catherine Hardwicke Posted by Picasa

Dunque: mia nonna sta rientrando a casa.

Tranquilla. Parecchie buste in mano. L'ombrello.

In strada, prima di svoltare per entrare nel cortile che la porterà al portone del condominio, si imbatte in una cricca di quelle specie di esseri femminili che chiamano ancora ragazzine ma sono ormai mostri proto-ghiandoloidi cosparsi di profumi alla ciliegia a basso costo.
A 13 anni: delle pericolose ed assatanate sconosciute (vedere "Thirteen" per credere: fuori contesto rispetto al panorama italiota, ma succosamente efficace).

Una delle ragazzine - continuiamo comunque a chiamarle così - spara un enorme, e in totale ruspante intonazione romanesca: "eccheccazzo 'sto stronzo aho!".

Mia nonna, come lo facesse per missione quotidiana, parte in quarta.
Gelida come un forno spento da sedici anni, novella Montessori de' noantri, la nonna Caterina (ballo, pittura, teatro a 70 anni) ha ormai abbandonato remore di ogni sorta da decenni nei rapporti interpersonali: "Ma vi sembra normale utilizzare questo frasario [non è propriamente termine tecnico della linguistica generale, ma passi: d'altronde con una orgogliosa quinta elementare in tempi di guerra, direi che c'è da esser soddisfatti già di quanto vi racconto] ? Io non lo dico per me, lo dico per voi: dove finisce la vostra femminilità, la vostra grazia? Questa non è maleducazione: è mancanza di sensibilità e rispetto per voi stesse!".

Silenzio. Reciproche accuse. Imbarazzo. Scaricabarile fra le androidi del sesso precoce.

"Arrivederci, signora!".

La vera rivoluzione sta nello stile, cari miei. Sempre.
18.12.05

Momenti scardinanti

Non so.

Ma credo fortemente che una sera al cinema - ci sia davanti allo schermo Jarmusch o Pieraccioni - con la persona che in quel momento è giusta e che più di tutte vuoi affianco, perché ti scalda coi suoi occhi; che una cena in un ristorante particolare e magari anche un pò da ridere; che una passeggiata al freddo di dicembre con qualche busta in mano...

Insomma: credo che tutto questo sia quantomeno una benedizione. O non so davvero come altro definirla.

Perché scardina le nostre vite lucchettate.

Come le Arti, come la Musica, come la Poesia.

Scardinano, rompono.

Passano al di sopra, volano. Ignorano.

Sacrosantemente, ignorano.

Anche i Momenti, spesso, riescono a scardinare.

Stasera ne ho avuto Uno.
15.12.05

Altra serie, altro giro

Va bene. Ditemi quel che volete. Ditemi che i serial di ambientazione medical vi hanno esaurito. Ditemi che non ne potete più e che quasi rimpiangete i solitari tempi di ER Clooney-version.

Potrei venirvi dietro. Ma non lo farò, per ora. O almeno per questa sera.
Perché sono appena terminati i primi due episodi del nuovo Grey's anatomy.

E, permettetemi almeno per questa sera, di tornare ad una delle mie grandi passioni scientifiche - non ridete: come dice il grande Carlo Freccero, "pensano che la tv sia la scienza degli asini, e poi tutti dietro a capire come si fa" - la tv. Appunto.

Grey's anatomy nasce per la Abc ed ha una peculiarità rispetto agli altri medical drama statunitensi: guarda a quel mondo dall'ottica di un gruppo di specializzandi alle prese con le difficoltà di tutti i giorni in un grande ospedale. E già qui c'è un primo stacco.

Quindi bando ai megadottoroni superman o ai filosofi-filantropi alla House (ma quanto ci manca, il dottor Gregory...). Semplicemente, dietro alla dottoressa Grey (Ellen Pompeo, non c'è che dire: affascinante) si muovono altri due-tre comprimari decisamente sopra la media - basti per tutti Sandra Oh già vista nello squisito Sideways - travolti dagli stressanti turni di guardia.

C'è tutto dentro: ritmo, una sana spruzzata di ironia, ottimi attori, tecnica registica che ormai fa un baffo - ma questo l'ho detto tante di quelle volte - al cinema hollywoodiano - non dimentichiamo che ormai i gruppi televisivi Usa producono questi serial proprio agli Studios.

Insomma: in attesa della terza serie di House, possiamo delicatamente affidarci alla dottoressa Grey.

D'altronde, se foste dei produttori, rinuncereste mai ad un genere che è la gallina dalle uova d'oro degli ultimi dieci anni di serial-tv? Credo proprio di no. O almeno: Io non lo farei.

12.12.05

Per riflettere: esecuzione 1001

L'amabile Schwarzy ha rifiutato la grazia a Stanley Tookie Williams.
Il 'no' del governatore della California è arrivato poco fa.
Domani Williams sarà giustiziato.

Credo che, di fronte all'ennesimo assassinio di Stato, possa essere utile leggere le ultime dichiarazioni dell'ex capo dei Crips a Newsweek. Rilasciate venerdì scorso.
Mettere "Next time around" di Emiliana Torrini e iniziare a riflettere sul perché il Leviatano mangi i suoi sudditi.

E magari dire una preghiera per Tookie. E per Schwarzy.

E basta.

Venerdì scorso Williams, dalla sua cella nel braccio della morte di San Quentin, ha parlato al telefono con Karen Breslau del Newsweek.
Ci vuole descrivere le condizioni fisiche in cui si trova in questo momento?
"Si riferisce al fatto che sono incatenato al letto? Fuori della cella c'è una guardia che controlla ogni mio movimento. Tutto ciò che possiedo mi è stato portato via. Questo è ciò che accade a chi è in attesa di esecuzione della sentenza".
Nel mondo esterno si tende a ritenere che sia "meglio essere morti" che rinchiusi per il resto della propria vita. Lei sta combattendo quasi fino alla sua ultima ora. Perché vuole continuare a vivere in queste condizioni?
"Innanzi tutto ho il cuore, la forza d'animo e la voglia di riscatto necessari a combattere. Non sono colpevole. Non sono uno che si dà per vinto. Ho combattuto per tutta la vita. Essere di colore è la ragione principale. Questa integrità e questa forza d'animo mi è stata trasmessa dai miei antenati che hanno dovuto combattere per restare vivi quando erano in schiavitù, che hanno dovuto affrontare i linciaggi e altri ingiusti attacchi".
Sta dicendo che ciò che è accaduto alla sua vita, il fatto di trovarsi nel braccio della morte, dipende dal razzismo?
"Certo. È collegato al mio passato disgraziato. Sono convinto di trovarmi qui in virtù di un karma, non per aver ucciso qualcuno, perché è una cosa che non ho fatto, ma per altre cose che ho fatto in passato e per le quali l'avevo fatta franca".
Se lei avesse potuto essere nella stanza con Arnold Schwarzenegger durante l'udienza per la sua domanda di clemenza, in che modo gli avrebbe chiesto di risparmiarle la vita?
"Gli avrei detto che sono innocente e che se mi concederà clemenza continuerò a fare il mio lavoro. Credo che quello che sto facendo sia un lavoro. Le decine di migliaia di e-mail che ricevo - beh, non le ricevo io, ma il mio sito Web - da persone che dicono di essere state aiutate, dimostrano che si tratta di un lavoro, quello di aiutare la gente a sfuggire ad una vita di violenza. Anche se mi venisse concessa la grazia non riposerei sugli allori. Qualche tempo fa ho avuto l'occasione di incontrare il presidente e manager del NAACP (National Association for the Advancement of Colored People), Bruce Gordon. Ne è risultato un programma di prevenzione della violenza che finanzierà il NAACP. Useranno i miei libri e altre opere per aiutare e insegnare a quelli che vogliono cambiare la loro vita".
La pubblica accusa dice anche che lei sta facendo pressioni non soltanto per ottenere clemenza, il che significherebbe ridurre la sua condanna a morte in un ergastolo, ma anche per un eventuale rilascio dal carcere. Sostiene che lei vuole uscire di prigione e che, ora, per questo motivo direbbe qualunque cosa sia necessario dire per poter presentare altri appelli.
"Beh, mettiamola in questo modo. Se i miei avvocati riescono a provare la mia innocenza, io non dovrei farlo? Sono certo che se l'infallibile DA (deputy advocate) fosse al mio posto, anche lui si batterebbe per l'innocenza. Loro non si arrendono. Perché, perché sono nero dovrei arrendermi? Perché sono stato uno dei fondatori dei Crips dovrei arrendermi? Loro cercano di dimostrare che la responsabilità di tutto ciò che hanno fatto i Crips è mia. Sono rimasto rinchiuso dal 1979. Sarebbe come dire che tutti i bianchi sono razzisti e dovrebbero essere ritenuti responsabili. Secondo me, dire che tutti i bianchi sono razzisti sarebbe assurdo. Questo equivale a dire che sono responsabile di tutti i reati commessi dai Crips".
Lei ha negato per 24 anni di aver ucciso quattro persone. Durante questo colloquio lo ha ribadito molte volte. Vuole dire i loro nomi?
"Scusi?" (La linea sembra essere stata interrotta. Silenzio) Risponde l'avvocato di William, Barbara Becnel. "Che razza di domanda è questa? In qualunque modo risponda, è fottuto. E una domanda razzista!".

(Copyright Newsweek-La Repubblica Traduzione di Antonella Cesarini)



10.12.05

I pod, you are

Questa mattina ho rischiato la Vita.

Per acquistare un ipod mini al prezzo promozionale di 99 euro.

Così cambiano i tempi.

...una volta sarebbe bastata una rivoluzione.
8.12.05

Cari Miei

Il disco si intitola "Cari Miei". Ed è fra i dischi dell'anno, senza dubbio.

Loro sono i La Camera migliore. Fanno un witty-pop levigatissimo, apparentemente semplice eppure molto ricercato. Che si, lo so va bene, non vuol dire niente e allora sentitevelo.
E' una musica popolare che gioca e saltella fra filastrocche e ballate che spaccano la testa, calembour argutissimi e tirate più cavalcanti, elettriche e malvagie per la loro struttura chirurgicamente melodica.

E' quanto dimostra che - ma questo, è noto - si può far pop, oggi che tutto è pop, cercando di schivare le tignose e maledette trappole della mediocritas, del compromesso o semplicemente della totale carenza d'idee e di coraggio.

Georgia Costanzo, leader della band, ha una voce fatata.
Sembra un cannone caricato a margherite, a tulipani, a rose giallerossebianche, sempre. Quando urla, quando sussurra, quando gioca, ammicca, strizza le corde vocali all'ignoto ascoltatore.
Lo seduce maledettamente senza possibilità di salvezza.

Ho avuto il piacere di chiacchierare al telefono con lei una cinquantina di minuti, ieri pomeriggio.
Per un'intervista che presto sarà online su Rockit.
E ne sono rimasto decisamente affascinato: è di una spontaneità disarmante, impensabile ed impensata.

E ti viene da pensare, allora, che speriamo davvero resista. Resti così, tale e quale, anche quando, ne sono sicuro, "usciranno" del tutto - se si può dire di un gruppo che ha già avuto numerosi passaggi su Rai Radio Uno e Radio Deejay, per dirne un paio.

Intanto compratevi il disco.

6.12.05

E' dalle piccole (e sconosciute alla massa) cose che nascono i quattrini

Copioincollo fedelmente dalla newsletter di www.millecanali.it

Paolo Berlusconi e i decoder
"La Solari.com è una società controllata al 51% da Paolo e Alessia Berlusconi tramite la loro società finanziaria Pbf. Ma la Solari, fra le altre cose, è anche un importante distributore dei decoder per la DTT del tipo MHP con il marchio Amstrad e si sa che grazie agli incentivi del Governo per promuovere la diffusione del digitale terrestre di questi decoder ne sono stati venduti parecchi.
I decoder Amstrad, fabbricati in Cina, vengono venduti a prezzi che spesso 'stracciano la concorrenza' e sono commercializzati in bundle con la smart card ricaricabile Mediaset Premium, in particolare mediante televendite sulle reti Mediaset e sul web.
Il senatore della Margherita Luigi Zanda ha firmato un'interrogazione parlamentare rivolta al Ministro delle Comunicazioni del Governo di Silvio Berlusconi (fratello di Paolo) su questa vicenda che, oltre alla Solari.com di Paolo, coinvolge le reti Tv dello stesso Silvio, gestite peraltro da Piersilvio Berlusconi, figlio di Silvio e nipote di Paolo".

Dai ragazzi. Mi cascano le braccia.

Non so se questi maledetti impicci mi ricordino più lo scioglilingua che recitava "Apelle figlio d'Apollo..." oppure le avventure della Banda Bassotti.
4.12.05

Tutto quello che avremmo voluto dire, ma che non abbiamo mai osato proferire

Mi devi scusare per il disordine, la mia donna delle pulizie ha vinto 168 milioni di dollari alla lotteria e mi ha chiesto un giorno libero

Ho recuperato dopo molto tempo "Melinda e melinda", uno degli ultimi film di Woody Allen.
Anzi, prima dell'appena uscito "Match point", in assoluto l'ultimo film, datato 2004.

L'ho trovato squisito. Oltre che esilarante, a tratti. Anzitutto perché non c'è lui di mezzo.
Poi perché è uno di quei film - come tutta la scrittura di Allen, d'altronde - che sono imprescindibili perché tengono un modello, fanno da timone, tirano la linea di un filone (quello della commedia semiseria in salsa tragisentimentale) tanto battuta quanto, molto spesso, impoverita da scritture di basso livello e idee da quattro soldi.

Allen ha stile, assoluto. Non è un Genio. Per nulla. E' un Maestro.
[In merito a questa considerazione vi invito a leggere - il link è qui di lato - la mia recensione dell'ultimo film di Pupi Avati, "La seconda notte di nozze"].

E poi riesce molto spontaneamente a mettere in bocca ai suoi personaggi un elemento molto semplice: fa loro dire tutto quello che anche noi avremmo voluto dire, ma non abbiamo mai osato pronunciare.
[E chi vuol cogliere il calembour, lo colga].
1.12.05

Gorgia e la parola-rapitrice

Nulla esiste, e se anche esistesse non sarebbe conoscibile, e se anche fosse conoscibile, nessuno potrebbe darne conoscenza a un altro, per il fatto che le esperienze non sono parole, e che nessuno riesce a farsi una rappresentazione concettuale identica a quella di un altro.

Gorgia, in "Breve storia della bugia", Maria Bettetini, Raffaello Cortina Editore, 2004

Così: questa proverbiale reductio ad absurdum tanto per dare una bella botta a chi si sente sempre sicuro di tutto.
Dei sentimenti degli altri, delle verità (la verità? coincidenza di fatto ed intelletto, è inarrivabile: preferisco veridicità), dell'oggettività, dell'Amore, della Vita, del Perchè.

Maestro sofista, il retore greco nato a Lentini nel V secolo a.C., aveva già capito tutto.

Di grande interesse il suo (?) "Encomio di Elena", in cui il filosofo difende la moglie dello spartano Menelao per esser fuggita con Paride (per fortuna: a loro due dobbiamo Troia), dal momento che - semplicemente - non è colpevole. In quanto, come che sia andata, ha dovuto sottostare ad un principio a lei sovrastante.

In particolare, se anche s'è lasciata convincere dai discorsi del pastore, non è imputabile:

La parola è una potente signora, che pur dotata di un corpo piccolissimo e invisibile compie le opere più divine: può far cessare il timore, togliere il dolore, produrre la gioia e accrescere la compassione

e soprattutto - continua Maria Bettetini nel suo testo - può far violenza all'anima, persuadendola su qualunque argomento indipendentemente dalla volontà di chi ascolta.
Se dunque Elena fu sedotta dalle parole, fu sedotta con violenza, e va ugualmente compatita come se fosse stata materialmente rapita e sottratta al marito.