Un frame dello spot di Federico Brugia Posted by Picasa

C'è uno spot molto pesante in programmazione in questi giorni sulle reti Rai.
In passato è andato anche su Mediaset.

Si intitola "La Corruzione Toglie Anche La Vita". E' un clip molto lineare, magari anche elementare ma estremamente efficace: vi si vedono varie location tipiche della nostra quotidianità o quasi (un parco giochi, una palazzina, una sala operatoria, un viadotto, un'aula scolastica) alle quali vengono tolti, per sottrazione visiva, alcuni fondamentali elementi. Per dire, dalle aule spariscono le sedie, dalla sala operatoria le attrezzature, della palazzina rimane solo lo scheletro, svaniscono terrazzi ed infissi. E le location in questione si riducono dunque a meri scatoloni senza nemmeno il minimo indispensabile per funzionare. Per avere senso.

Il clip rientra in una campagna informativa messa a punto da Transparency International Italia, associazione che si occupa della lotta alla corruzione.

E coglie nel segno perché, fondamentalmente, riesce a mettere in evidenza un paio di idee:
  • la corruzione toglie ai cittadini. Non è fatto di etica privata, ma di morale pubblica. E i suoi effetti si ripercuotono sulla qualità e quantità di servizi e beni erogati alla cittadinanza;
  • più strettamente sul piano semiotico, mi pare non potesse essereci modo più immediato di quelo utilizzato dal regista Federico Brugia per Foote Cone & Belding e per la casa di produzione The Family: piani lunghi, inquadrature lineari e faiclmente decodificabili, elementi che vengono rimossi colorati di bianco. L'effetto è quasi come quello dei lucidi sovrapposti ai fogli di carta.

Potete scaricarlo qui. Un vero gioiello.

 
Scritto e ideato da simone quando erano le 14:58 | 0 Commenti

Clara Rockmore al Theremin Posted by Picasa

Certo che uno che suona il theremin un che di sciamanico ce l'ha proprio.
Ed è anche un po' ridicolo da guardare.

M'è capitato proprio ieri sera durante un concerto di Vinicio Capossela (potete leggerne la recensione qui): Vincenzo Vasi (programmazione e theremin, appunto) è davvero in gamba.

Però il theremin, primo strumento elettronico in assoluto ideato nel 1919 dal russo Leon Theremin e perfezionato l'anno dopo, è affascinante oltre che piuttosto difficile da suonare.

Prima di tutto sembra di suonare l'aria - e in effetti la mano, che funziona da condensatore variabile, interviene sui segnali radio che vengono trasmessi dalle due antennine di cui è costituito lo scatolone. Quindi: si suona l'aria.
In realtà l'aria si suona sempre, ma attraverso procedimenti differenti.

Poi tutto avviene - caso sostanzialmente unico nell'ambito etnomusicologico - senza contatto.
Nel senso che, appunto, il musicista sembra più una fattucchiera in procinto di interrogare la sua palla di vetro piuttosto che un artista.

Questo bislacco strumento è stato fruttuoso in molti ambiti: dalle colonne sonore ("Io ti salverò" di Alfred Hitchcock) a band come i Supergrass fino al grande Jean Michel Jarre.

Due chicche: esiste un documentario interamente dedicato al theremin e alla sua storia, intitolato "Theremin: an electronic odyssey" firmato da Steve M. Martin che ha vinto il Sundance nel 1994.
E poi, nel mitico "The song remains the same", il film dei Led Zeppelin, si intravede un Jimmy Page che "giochicchia" col theremin.
 
Scritto e ideato da simone quando erano le 11:39 | 1 Commenti


Luca Coscioni Posted by Picasa

Se ognuno di noi avesse, avesse avuto o avrà una porzione infinitesimale della coscienza civica di Luca Coscioni, l'Italia andrebbe, sarebbe andata, (forse, ma non ci spero) andrà un po' meglio.

Invece siamo ancora fermi al palo, pensalizziamo la ricerca scientifica mentre anni preziosi trascorrono, volano via. E gente come Luca Coscioni continua a non trovare una soluzione o un miglioramento a quelle patologie che sono le vere sfide del futuro, assieme al cancro.

Luca Coscioni era nato il 16 luglio 1967. Ed è morto stamattina falcidiato dalla sclerosi laterale amiotrofica. Non aveva nemmeno quaranta anni.

Una carriera unversitaria insigne e, soprattutto, un ultimo decennio passato all'insegna della sofferenza e del (rinnovato) impegno politico. Anzi: sociale.

Guai a farne un martire della ricerca scientifica negata.

Era solo un uomo che sentiva di vivere una situazione verso la quale la Morale, quella falsa, quella dei falsi potenti, non si voleva far collimare con l'inevitabile realtà.

update: un pensiero di Luca Coscioni

Scrivere una parola
"Mediamente, impiego 30 secondi per scrivere una parola. Questo, di fatto, significa che, per me, le parole sono una risorsa scarsa. Rispetto a quando stavo bene e potevo liberamente disporre della mia voce, il mio modo di scrivere, e, in parte, di pensare, ha subito dei cambiamenti. Trovandomi costretto a dover fare economia di parole, devo puntare con decisione a quei concetti che ho definito, per comodità, concetti conclusivi. Certo, questo modo di scrivere ha fatto perdere ai miei scritti una buona parte della loro ricchezza e complessità, tuttavia, è possibile, anche in questa condizione di restrizione della mia libertà espressiva, un vantaggio: il fatto di dover puntare al cuore di un problema, o di un tema, con il minor numero possibile di battute, mi costringe, letteralmente, ad essere chiaro con me stesso, prima ancora di esserlo con gli altri".
 
Scritto e ideato da simone quando erano le 14:58 | 1 Commenti

Pacifico - Dolci Frutti Tropicali Posted by Picasa

Ho riscoperto (o colpevolmente scoperto ex novo) un cantautore - oltre che autore - pregevolissimo.

Fra breve online su Rockit una mia bellissima chiacchierata con Pacifico, all'anagrafe Gino De Crescenzo.

Il quale ha da poco fatto uscire questo gelido e caldissimo "Dolci Frutti Tropicali".

Dove il pop incontra tutto quanto di più raffinato c'è stato prima degli anni Duemila, fra l'irriverenza di Battiato e la cinica poesia di Fossati e si mette a cavallo di nuove tendenze intimiste e però sempre pesanti. Volutamente criptiche: dal semplice viaggia verso l'infinito. Con un tappeto sonoro degno dei più grandi artigiani del witty-pop che guarda un po' al jazz, un po' al cantautorato classico, un po' a quel che volete voi.

Delizioso.

 
Scritto e ideato da simone quando erano le 11:04 | 0 Commenti

Paco Posted by Picasa

Domenica di riposo prima di una settimana piuttosto pesante.

La Roma continua a vincere. Schiacciasassi.

Il disco di Pacifico è bellissimo.

Oggi a pranzo ho mangiato l'ultimo pollo: non ne rivedrò più per un bel pezzo.

A Giorgio Di Centa è sfuggito un podio sacrosanto nella 15 km + 15 km di fondo: ma applausi per il bronzo di Piller Cottrer.

Sopra un regalo (assonnato) per tutti.
 
Scritto e ideato da simone quando erano le 17:16 | 0 Commenti

Tomas Milian in "Milano Odia: La Polizia Non Può Sparare" (1974) Posted by Picasa

Ma vi siete mai accorti di quanto Tomas Milian in "Milano Odia: La Polizia Non Può Sparare" assomigli al Liam Gallagher più sfatto che ricordiate?

E' pazzesco.

Con quegli occhialoni da sole, i capelli stirati, la faccia ovale e l'aria da bullaccio di periferia schizzato e drogato è decisamente Gallagher.

Ah: se non avete visto il film, è doveroso recuperarlo, anche se con 32 anni di ritardo. C'è un Ray Lovelock - si, quello di "Commesse" con la Ferilli e che adesso si vede solo al derby del cuore - imberbe ed imperdibile.
 
Scritto e ideato da simone quando erano le 22:55 | 0 Commenti
Un paio di mie recensioni di qualche tempo fa, scritte per il RockitMag, il magazine bimestrale legato a www.rockit.it, sono risaltate fuori per finire pubblicate su un nuovo sito dedicato al cinema italiano, www.cinemaitaliano.info (che, per inciso, sembra piuttosto interessante nell'intento: fateci una surfata).

E, niente, sembra una sciocchezza, ma ce n'è una a cui sono particolarmente affezionato.

In realtà non so per quale ragione specifica: avrò scritto centinaia di articoli di ogni argomento e taglio, dalla vecchia con la gamba rotta al monello esaurito che si getta dal balcone del liceo - due anni e mezzo di quotidiano dai 18 ai 20 anni ti forgiano, eccome se ti sfondano -, avrò scritto migliaia di recensioni, dal gruppo trash metal a Gianna Nannini passando per i Sud Sound System (bel terzetto eh?).
Film, poi, non parliamone: da Caterina Va In Città a Broken Flowers.

Però, alla recensione di Non Ti Muovere (il film di Castellitto non il libro della moglie) mi sento fortemente legato.
Sarà stato il periodo, il contesto: neanche me lo ricordo bene.

Ma saprei riscriverla parola per parola.

Questo è quel che conta.

La trovate qui.

[questioni di cuore: sapete, anche noi pseudo-giornalisti, o giornalai, come preferite e con rispetto assoluto per la benemerita categoria degli edicolanti, trascorrendo ore davanti a monitor di ogni forma e domensione, finiamo col legarci ai nostri prodotti dal momento che la vita sociale ne viene sostanzialmente penalizzata. insomma, antropomorfizziamo (?) gli oggetti e le creazioni intellettuali. capita.].
 
Scritto e ideato da simone quando erano le 23:30 | 0 Commenti
Oggi Prodi ha accolto nell'alleanza del Centrosinistra anche il Partito dei Pensionati.

Sapete quelli col simbolo bianco e, in blu, la scritta pensionati?

Fra Europa e un paio di consigli comunali hanno quattro eletti: ma non è questo il punto.

Piuttosto, nel clima di azzittimento totale che da cinque anni caratterizza la cronaca parlamentare su Prodi, oggi la notizia dell'alleanza coi prodi Pensionati - in altro clima relegata a mera nota - è stata data in pompa magna, addirittura con spezzoni filmati, al Tg1 delle 13,30.

E' chiaro e palese l'intento sarcastico, soprattutto se accoppiato alle dichiarazioni di Casini a Radio24 - passate subito dopo - in cui il Presidente della Camera ha sottolineato come sia impossibile che Prodi riesca a gestire un'alleanza che mette assieme Vladimir Luxuria e Mastella, Diliberto e Pannella.

E - questa la chiave di lettura da attribuire alle dichiarazioni, dopo il servizio sugli arzilli vecchietti - da Bertinotti ai Pensionati.
 
Scritto e ideato da simone quando erano le 18:11 | 1 Commenti

Violetta Beauregarde Posted by Picasa

L'allegra fanciulla che vedete sopra è un personaggio della favola "Charlie e la fabbrica di cioccolato" di Roal Dahl.

In particolare, quello sopra è un fotogramma tratto dal primo adattamento cinematografico del romanzo, intitolato "Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato" e diretto nel 1971 da Mel Stuart, con Gene Wilder nei panni del mefistofelico cioccolatiere.

L'attrice, di cui ignoro il nome e che oggi avrà quantomeno quarantacinque anni o giù di lì, interpreta la parte di Violetta Beauregarde, campionessa di chewing gum.

Ora, che mi combina il grafico del mensile per cui lavoro - fra le altre miriadi di cose?

Premessa: per il numero uscito qualche giorno fa ho scritto un pezzo sul fenomeno suicidegirls.com, il sito in cui centinaia di belle e pseudo-rockettare ragazze da tutto il mondo postano sul proprio blog set fotografici in pose discinte.

E' noto che una ex-suicidegirls, nota col nick di Miss Violetta Beauregarde aka Aiki, è uscita dalla community e già da qualche anno si dava da fare con produzioni musicali e altra roba del genere.
Un esempio di come il fenomeno non se ne resti nel suo steccato.
Una ragazza trasgressiva, senza peli sulla lingua, tutta tatuaggi e piercing e musica electro.
Qui trovate un'esauriente sintesi su chi sia e anche un'ulteriore spiegazione su come e dove abbia trattom il suo nome d'arte.

Indovinate come il grafico ha illustrato parte dell'articolo?

Si, esatto, proprio quel che state pensando: ha cercato su internet Violetta Beauregarde, ha trovato il fotogramma del film del 1971 e l'ha impaginato senza pensarci troppo su.

Affianco a Tying Tiffany - altra suicidegirl datasi alla musica - c'è la monella bionda.

Che ovviamente non c'entra un sonoro cazzo, se ancora non l'avete capito.

A corredo di un articolo sulle porno-soft-queens della rete.

Follie editoriali.
 
Scritto e ideato da simone quando erano le 22:59 | 5 Commenti

Berlusconi a Porta a porta Posted by Picasa

Non c'è nessun giornalista - che sia della carta stampata, che sia radiotelevisivo - che riesca a tenere botta a Berlusconi nel corso delle sue filippiche mediatiche. Nessuno.

L'altra sera, da Vespa, Maria Latella ed il direttore del Mattino sono stati a dir poco imbarazzanti.

Ma in realtà basta seguire - con un minimo di fondamenti di psicologia della comunicazione in zucca - qualsiasi partecipazione di Silvio Berlusconi alle trasmissioni televisive: nessuno riesce (o piuttosto, vuole?) bloccarlo. Nessuno riesce ad opporsi, ad argomentare senza farsi togliere il turno, cioè la parola.
Nulla di nulla.

Ma non chiedo chissà cosa, beninteso: ce ne fosse stato uno che, insultato per l'ennesima volta dal premier, abbia alzato la voce ed abbia pronunciato, con lo stesso odioso tono perentorio e stizzito che Berlusconi utilizza con tutti:

"Lei è un maleducato, e sta snocciolando dati falsi in barba al buon senso. Inoltre insulta e mette in dubbio la mia buona fede giornalistica. Non posso certo mettere la mia faccia in questo monologo televisivo. Arrivederci".

E via - in diretta, ovviamente - fuori dallo studio.

Per poi vedersi terra bruciata attorno, direte voi, e rischiare di non lavorare più per i successivi vent'anni?

Già, fra quelli invitati puntualmente dai vari Porta a porta, Matrix & Co.

Quelli che - forse - avrebbero coraggio e spessore per farlo non verranno mai invitati.
 
Scritto e ideato da simone quando erano le 17:01 | 0 Commenti

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