30.7.06
28.7.06
English way of life - fra destino e cinismo

Traduco da una lunga conversazione avuta oggi pomeriggio con un suddito doc di sua maesta Elisabetta.
Simone: "Dev'essere stato uno shock molto forte per i londinesi un attentato di quelle dimensioni. La metropolitana, poi, è il mezzo per eccellenza".
Adam: "Si. Ma lasciami dire che se consideri che quotidianamente la metropolitana londinese è utilizzata da due milioni e mezzo di persone, e che nell'attentato del luglio 2005 ne sono rimaste uccise 55, capisci bene che hai più probabilità di vincere la lotteria due volte di seguito piuttosto che rimanere secco in un attacco terroristico".
Vedi com'è che si vive, senza pensieri?
Beati loro.
27.7.06
Dicesi E-s-t-a-t-e
"Molto scuro in volto è apparso il segretario dell'Onu Kofi Annan".
L'arrivo dei partecipanti alla conferenza di Roma. Cronaca dell'agenzia Dire.
(Breviario di Antonello Caporale su Repubblica di oggi).
[Capitemi. Siate clementi (non mastelli, però). E' estate per tutti: anche per me...forse, pare, finalmente].
L'arrivo dei partecipanti alla conferenza di Roma. Cronaca dell'agenzia Dire.
(Breviario di Antonello Caporale su Repubblica di oggi).
[Capitemi. Siate clementi (non mastelli, però). E' estate per tutti: anche per me...forse, pare, finalmente].
24.7.06
L'ipocrisia di chi, per mestiere, spacca il capello in quattro. Ma che poi ingurgita il rospo.
E' tutto ottimamente sintetizzato e commentato nell'articolo del prode Eugenio Scalfari - col quale, davvero, non si può non essere d'accordo.
Poco da aggiungere se non che quando si discutono provvedimenti simili con sotterfugi simili io, la rappresentanza, la affiderei solo al mio gatto-Paco. Altro che popolo di sinistra.
Poco da aggiungere se non che quando si discutono provvedimenti simili con sotterfugi simili io, la rappresentanza, la affiderei solo al mio gatto-Paco. Altro che popolo di sinistra.
23.7.06
Settimana Sonora (e dormita domenicale post-pranzesca)

Vi invito a leggere il report del concerto che ho scritto per Nerds Attack.
Non ne sono rimasto entusiasta. Per nulla. Cioè: più che altro, dubbioso e scassalaminchia (com'è mio solito, d'altronde...).
C'è qualcosa, in quella moderna musica da camera che è sempre stata la cifra dei Massive Attack, che pare non adattarsi - se non a costo di ridurre i live a riproposizioni pare pare di "Mezzanine" - all'enorme folla che ogni volta popola i loro concerti.
Come se i pezzi fossero troppo delicati per esser dati in pasto a migliaia di persone nello stesso luogo et contemporaneamente. Non a caso nel pezzo mi sono venute da citare le famose uova di Peter Carl Fabergé.
E poi, a parte questo dato di fruizione, rimane un dato storico: il sound dei Massive comincia ad essere out of time.
Talmente perfetto da non trovare sbocchi alternativi a com'è sempre stato.
Dunque incartato su se stesso. E quindi destinato a sfiorire - ripeto: non a caso i live parlano solo ed esclusivamente la lingua di "Mezzanine".
Piuttosto, la sera prima avevo assistito ad un rapidissimo set del folletto Matthew Herbert: vi invito ad ascoltare le sue (tante) stortissime produzioni perché fa della "musica" che può risultare molto molto vicina a tanti generi che magari amate e dai quali, invece, un genio electro potrebbe sembrarvi distante come un punkabbestia da un pariolino (e quanto sta agli estremi, si sa, è sempre più vicino di quel che c'è al centro...).
[E adesso, una sonora dormita post-pranzesca, preceduta da una altrettanto sonora sosta bio-espletante, dopo la scorpacciata sonora di queste ultime settimane].
19.7.06
Fisso nel mio cuore e nella mia testa, Paolo Borsellino

Via d'Amelio

Quattordici anni fa.
«La lotta alla mafia dev'essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell'indifferenza, della contiguità e quindi della complicità.»
18.7.06
Sempre rimanendo in tema di cooperazione, comprensione reciproca, ricerca del compromesso etc. etc.
Lo sapevate che esiste (esiste davvero!!!) in Massachusetts, nei pressi del confine con il Connecticut, un piccolo lago dal magnifico nome moicano di Chargoggagoggmanchauggauggagoggchaubunagungamaugg ?
E' pazzesco, nevvero?
Il nome significa: tu peschi dal tuo lato, io pesco dal mio lato, nessuno pesca nel mezzo: nessun problema.
Forse i prossimi vertici internazionali (G8 e compagnia assortita) o gli incontri fra i dirigenti israeliani e quelli palestinesi sarebbe meglio organizzarli laggiù.
E' pazzesco, nevvero?
Il nome significa: tu peschi dal tuo lato, io pesco dal mio lato, nessuno pesca nel mezzo: nessun problema.
Forse i prossimi vertici internazionali (G8 e compagnia assortita) o gli incontri fra i dirigenti israeliani e quelli palestinesi sarebbe meglio organizzarli laggiù.
16.7.06
Folle mondo, così reale

Beirut sotto le bombe israeliane

"La capacità di vedere la situazione come la vede la controparte, per quanto difficile possa essere, è una delle doti più importanti che un negoziatore deve avere.
Non è sufficiente sapere che loro vedono le cose in modo diverso. Se li volete influenzare, bisogna che sentiate anche il loro punto di vista e che proviate la forza emotiva con a quale loro ci credono. Non basta che li studiate come scarabei sotto un microscopio; occorre che sappiate come ci si sente a essere uno scarabeo.
Per adempiere a questo compito, dovete essere preparati a sospendere il giudizio per un certo tempo, finché sondate le loro vedute. Loro possono benissimo credere che le loro vedute siano quelle giuste in modo altrettanto forte come voi credete che siano le vostre.
Voi potete vedere sulla tavola un bicchiere mezzo pieno di acqua fresca. Vostra moglie vi può vedere un bicchiere sporco, mezzo vuoto, che sta per lasciare un cerchio sul mogano che ha appena lucidato".
Roger Fischer, William Ury in David P. Barash, Il gioco della sopravvivenza - Biologia, psicologia, economia: alle radici del comportamento umano tra lotta e cooperazione, Orme editori, Milano 2006.
Come sempre, in situazioni drammatiche, cerco risposte, spiegazioni, analisi (anche) nei libri.
14.7.06
My funny red shoes

My funny red shoes

Chiunque sia interessato a comprare questa foto per una copertina di un disco inde-pop, mi contatti.
Scherzi (mica tanto...) a parte: che stile eh? Fuori serie Pirelli anno 1999 costo originario 95mila lire pagate 10 euro.
Ah: se non l'avete ancora fatto, fatelo. Guardatevi Alexander Nevskij, di Sergeij Ejzenstejn, 1938. Sublime.
Io l'ho visto stasera, in un'arena estiva romana, proiettato solo per me e la mia ragazza partente (anch'ella in red shoes), tutto deserto. Bellissimo. Commovente.
12.7.06
Da Zagarolo (a Washington) con furore

Monsignor Emmanuel Milingo e la moglie, l'agopunturista Maria Sung, in un'immagine del loro matrimonio, nel 2001

Allora. Partiamo dal presupposto che è Estate.
I giornali (di ogni genere e destinati a qualsivoglia target) di solito in questo periodo vanno alla ricerca del caso-rosa da trascinarsi appresso fino a settembre. E se non lo trovano se lo inventano di sana pianta, o quasi.
Questo per varie ragioni, la piu' importante delle quali è giustificare il loro acquisto per la distratta consultazione spiaggiarola - soprattutto i quotidiani, che divengono veri contenitori di nulla a parte qualche interessante reportage (ricordo i bellissimi pezzi di Paolo Rumiz, nelle scorse estati, su Repubblica).
Bene così, per carità. Ciascuno fa il proprio mestiere e si sa che d'estate le firme note vanno in ferie, la politica pure, le agenzie batterebbero anche che il mio prodigioso ed antropomorfo gatto Paco ha rimediato l'ennesimo bernoccolo in testa sbattendo addosso al vaso mentre mangiava papiro sul terrazzo.
Le tirature dei quotidiani diminuiscono, rimangono sostenute quelle dei tabloid.
La gente viaggia, suda, prende il sole, fa scampagnate, passeggia in montagna, visita diligentemente le capitali europee, fa l'amore, fa amicizia, progetta, si fidanza, mangia cocomeri, va ai concerti.
Insomma, lezione di giornalismo estivo numero uno.
Certo, però, che 'sto Emmanuel Milingo a me mi fa ridere da sempre.
Non ne so esattamente il perché. E' chiaramente un insieme di fattori: fisiognomici (guardate la foto, sembra un luculliano tacchino), pseudo-religiosi, puramente scandalistici, antropologici.
Mi basta guardarlo per ridere. Davvero.
Adesso pare che - scomparso un mese fa da Zagarolo, qui vicino, dove era stato piazzato e fra una porchetta e una messa pare guarisse la gente, sempre meglio di Malgioglio - abbia tenuto una conferenza stampa (?) nientepopodimeno che a Washington. Nell'incontro con i media tenuto negli Usa ha ripreso i ferrei punti della dottrina del reverendo Moon, ha confermato di essersi nuovamente legato alla moglie Maria Sung e si è proclamato ancora una volta, come nel 2001, favorevole al matrimonio per i sacerdoti.
Insomma, siamo da capo a dodici. Milingo è tornato Milingo.
Il vero Milingo, quello che tutti vogliamo. Go, Emmanuel, Go!
Poi però, sul fatto che quell'omone di colore mi fa così tanto ridere, ci ho ragionato su un bel po' (avendo finito gli esami l'altro giorno non ho ora un emerito cazzo da fare se non: ascoltare dischi, presenziare ai numerosissimi concerti della Capitale, leggere e recensire libri, acquistare camicette, vendere stronzate su ebay) sfruttando la ben nota e logora - ma sempre validissima lezione di Luigi Pirandello - ed ho realizzato che per me, Milingo, non è comico.
E' elemento umoristico. Come la famosissima signora imbellettata.
E allora, in fondo, quale che sia la ragione ultima dei suoi movimenti (che sia un manichino mi pare abbastanza chiaro, ma voglio lasciargli qualche margine di stimabile libero arbitrio) mi fa anche un bel po' pietà.
10.7.06
Torna a casa Monna!
8.7.06
La Rivoluzione (dei costumi)

Uno scatto di un Autogrill

Allora. Questa cosa merita pubblicità, diffusione. Perché è davvero stramba e non so se a qualcuno fosse venuta in mente prima.
Ad ogni modo: in quel non-luogo per eccellenza dell'ingegneria stradale planetaria; in quel paradiso della rustichella; in quel tripudio di cd cellophanati di inquietanti artisti ormai dimenticati (forse, mai conosciuti); negli (probabilmente) unici esercizi al mondo dove è possibile trovare ancora musicassette e confezioni giganti di Nutella (che poi, fra parentesi, uno dove cazzo dovrebbe mettersele 'ste confezioni fra trolley e ombrelloni?); in quel marasma di sudorazioni, calzoncini e canottiere ormai sfibrate dal caldo e dal medesimo sudore, pisciate, cacche e cacchette, sguardi furtivi, desideri e fughe; in quell'oasi del (folle) viaggiatore su gomma
sbarcherà, insomma, un raggio di sole.
Una band bellunese, i Catherine, ha infatti organizzato nientepopodimenoche un AutoTour, cioè una tre giorni - da venerdì 21 luglio a domenica 23 luglio - di intensi concerti negli spiazzi di sosta degli Autogrill italiani.
Della serie: se il popolo italiano non concepisce l'esistenza della musica indie, è la musica indie che va a rovinargli quanto già l'Anas gli rende insostenibile da anni, il momento più critico dei 365 giorni: il viaggio in macchina verso le cosiddette ed amene "località di villeggiatura".
Da Piave Ovest ad Esino Ovest, da Monte Velino nord a Mascherone Est (queste, sob, le originali denominazioni delle nostre aree di ristoro, degne di un centro recupero afasici gravi), insomma dicevo da Montepulciano Est a Sceligera Sud il quintetto pop-rock proporrà - santo cielo, certo, in formazione ridotta - entusiasmanti set dai 30 ai 40 minuti.
Se vi capiterà di imbattervi in questi personaggi, abbiate pietà. Ascoltateli. Comprate un disco, una t-shirt, regalate loro un sorriso. O anche, semplicemente, un minuto di attenzione prima di correre ad acquistare l'ennesima un'inutile confezione gigante di Ritz al salmone per vostra nipote Claretta.
Voi non lo sapete. Forse nemmeno loro.
Ma è anche così che si fa la Rivoluzione (dei costumi, come no, a quella punto).
7.7.06
Mick Tiresia

Mick Jagger immortalato nella storica tenuta azzurra apotropaicamente sfoggiata in occasione del concerto tenuto al Comunale di Torino l'11 luglio 1982

Chi non sapesse come andò nel 1982, può sfruttare l'esauriente articolo tratto da Extra! Music Magazine. Dal quale, fra l'altro, ho succhiato la bella foto pubblicata qui sopra.
Io, qui, in questa piccola ma cazzuta sede di sperimentalismi psico-artistici vado semplicemente al succo della quistione: Mick Jagger ha nuovamente profetizzato sul risultato di una finale mondiale che vedrà coinvolta l'Italia. Id est quella di domenica sera contro i cugini galletti.
Uno a zero per gli Azzurri, ha detto il vecchiaccio.
Wandering spirit.
Io lo spero come Eta Beta sperava di trovare naftalina ovunque. Più di così...
Che poi, non se se ve ne ricordate, all'inizio del mondiale uno studio (non ricordo affatto chi lo avesse firmato) a metà strada fra macroeconomia e macrocazzate aveva sostenuto che, qualora la squadra di Lippi avesse vinto i Campionati del Mondo, l'economia italiana ne avrebbe risentito positivamente.
Ora, con questi chiari di luna fra Dpef, scioperi e sangue e passione, direi proprio che una vittoria a 'sti Mondiali (che un po' c'hanno rotto, dai...) ci starebbe come il famoso cacio (o calcio?) sui maccheroni.
4.7.06
Yeah Yeah Yeah

Signori miei, trattasi di tautologia ma è necessario ribadire che questi qui sono dei Geni.
A Villa Ada, ieri sera, Fomento allo stato puro.
Chi non c'è stato ha perso una delle serate più divertenti e allucitrash della stagione.
2.7.06
Non prenciamoci in giro: le liberalizzazioni servono come l'aria che respiriamo

Tripudio di pastiglie

Il Governo Prodi ha tirato fuori (forse) il primo, vero atto di coraggio con la messa a punto del decreto-legge sulle liberalizzazioni.
L'effetto sarà benefico, per tutti. Anche per chi adesso sbraita (ma che nella vita di tutti i giorni, pure se è taxista o panettiere, le medicine le deve comprare, i conti in banca gli cambiano condizioni da un giorno all'altro, i passaggi di proprietà li deve fare regalando quattrini ai notai e via elencando).
Insomma: si comincia, con un provvedimento giustamente sottratto ad ogni tipo di concertazione visto che si trattava di rimuovere regole stantie e dannose, a rompere quelle roccaforti corporative che sostanzialmente dall'epoca fascista privano l'Italia di risorse importanti - ricordate? Non a caso IL farmacista è da decine di anni una delle istituzioni dei comuni italiani, al pari del sindaco e del parroco. Perché di fatto sottraggono (anzi, sottraevano, fino a ieri) alcuni settori senza dubbio delicati da un pur minimo livello di concorrenza. Contribuendo così a mantenere tariffe, prezzi a livelli indegni soprattutto se paragonati al servizio ricevuto.
In particolare, se capisco le proteste dei taxisti, non comprendo quelle dei farmacisti.
Il decreto-legge prevede la possibilità di commercializzare (anche con sconti) i cosiddetti "farmaci da banco o di automedicazione" presso supermercati e gdo, grande distribuzione. A patto che questi prodotti siano sistemati in settori a parte dell'esercizio e che in tale settoria sia prevista "l'assistenza di uno o più farmacisti abilitati all'esercizio della professione ed iscritti al relativo Ordine".
Allora, qui il discorso si fa duplice: io non credo che, oggi, a protestare siano tutti i farmacisti.
Bensì, sono quelli che hanno in proprietà una farmacia. Gli altri (dipendenti laureati, studenti laureandi in farmacia, disoccupati) non possono che guardare con sollievo ad un provvedimento che porterà loro molti posti di lavoro nati dal nulla - se ogni supermercato si attrezzerà con un settore-medicinali, quantomeno dovrà assumere un farmacista laureato e forse anche di più.
In realtà - badate bene, è questa la ragione fondamentale degli odierni schiamazzi - Federfarma e compagnia bella sbraitano perché c'è un altro provvedimento, inserito nel decreto sulle liberalizzazioni, che fa girar loro le scatole: la riforma, infatti, cancella la legge che lascia all'erede di un farmacista la titolarità della farmacia, per molti anni, senza che il medesimo erede sia laureato ed iscritto all'Ordine.
Insomma: il titolare rischia di vedere sfuggirsi la licenza senza poterla passare - come era prassi fare - all'erede di turno che gira in Bmw e che a tutto ha pensato tranne che a laurearsi in farmacia.
E allora diciamocele chiaramente le cose: ben vengano (deo gratias!) questi provvedimenti che l'Italia attendeva da tempo. Vi invito a leggere il testo completo del decreto-legge, perché i motivi di soddisfazione, spulciando, aumentano.
In particolare, vi segnalo questo articolo:
Articolo 26
Università non statali
1. La dotazione relativa all'autorizzazione di spesa di cui alla legge 29 luglio 1991, n. 243, come determinata dalla tabella C della legge 23 dicembre 2005, n. 266, è ridotta di 20 milioni di euro per l'anno 2006, 30 milioni di euro per l'anno 2007 e 50 milioni di euro a decorrere dall'anno 2008.
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