31.10.06

Faccia da contrappeso #1

Ora. Per carità di Dio. Che poi uno si becca una succosa querela - e non è proprio il caso. Tenterò di tenermi alla larga dai famigerati articoli relativi ai Delitti contro l'Onore del Codice Penale, ed attenermi - che poi è il mio obiettivo effettivo - ad una onesta critica di stile e comunicazione. Piuttosto elementare, oltre tutto.

Il dubbio, il cruccio, il boccone che mi va puntualmente di traverso durante i pasti, lo spacco sul labbro superiore, la ferita sul dito che non si rimargina mai (perché me la spello da solo, dovreste vedere le mie dita) è: ma perché diavolo i santuomini della segreteria nazionale della Margherita spediscono sempre l'Onorevole Renzo Lusetti a rilasciare la quotidiana dichiarazione alle tv?

Ripeto l'imprescindibile premessa: per carità. Lusetti è senza dubbio un gentiluomo. Dirò di più: un galantuomo. Un affabile conversatore e senza dubbio una persona per bene. Un politico di lungo corso e (anche qui, senza dubbio) profondo conoscitore degli equilibri e dei segreti di Montecitorio. Etc. etc. etc. Insomma: una garanzia. Altroché.

Però non va bene in tv. No. Proprio non va bene. Non è telegenico. Non è persuasivo. Non convince. Non ha la sententia pronta (come quel colosso di Marco Rizzo, per dire, che ogni volta che rilascia una dichiarazione sembra che stia per cadere il Palazzo d'Inverno). Lusetti fa un po' (solo un po') la figura di quello spedito lì perché nessuno ci voleva andare (che magari poi non è così). Ci prova, ci prova: ma lo slogan non gli esce, il sorriso non sprigiona i raggi solari. E i pochi secondi concessigli dal massacrante tran-tran quotidiano ecco che gli sfuggono rendendo la metà della metà di quanto avrebbero potutto fruttare. Insomma: è un bel mattone dover affidargli le quotidiane dichiarazioni della Margherita.

Ancora: per carità. Poi invitiamolo da Vespa, da Ferrara, da Mannoni e dalla Berlinguer, da Chiambretti, da Floris, da Costanzo, da Santoro. Da tutti. Da chiunque. Ovunque. Vogliamo Lusetti. Si: datecelo ad ogni ora della notte.

Ma le dichiarazioni giornaliere alla tv, no. Quelle no. A pranzo e a cena, no.

Non funziona, dai.

Possibile che la Margherita non abbia un bel palestrato da mandare davanti ai microfoni?
Anche uno che magari fa jogging, mica pretendiamo troppo. Uno che gioca a squash (ma ci si gioca ancora, a squash? Una volta era una roba da ricchi).

Ma Lusetti riserviamolo alla seconda serata. Suvvia.
30.10.06

La rivoluzione "pareggiativa" del Tg1 di Riotta

Mi ero riproposto di portare avanti questa mia analisi con maggiore perizia massmediologica. Ma tant'è: accontentatevi di qualche mia scoppiettante riflessione, che il tempo è poco e i topi ballano e io tengo da fare (?).

Da quando Gianni Riotta è stato designato alla direzione del Tg1, le cose sono cambiate. E di molto. Però voglio spiegarmi esaurientemente, altrimenti rischio di non essere compreso. E rischio pure di attribuire valore innovativo ad un fenomeno, come dire, puramente "pareggiativo". Sotto ogni punto di vista.

Numerose sono le modifiche apportate alla prassi della messa in onda. E - attenzione - numerose sono anche le differenziazioni a livello di scaletta, di impaginazione, di corredo grafico-testuale e di sostanza giornalistica. Nonché di "agenda setting", per così dire e per usare un'abusatissima categoria delle teorie massmediatiche.

Ciò non toglie che Gianni Riotta non abbia innovato il telegiornale alla testa del quale è stato posto. Lo ha solo precipitosamente svecchiato. Lo ha svegliato bruscamente e in tutta fretta dal letargo in cui i precedenti direttori lo avevano sistemato. Più o meno, dal neolitico: 10mila anni fa.

Ecco allora che spuntano come per magia numerosi rimandi (almeno due dello speaker di turno più diversi altri in grafica) al sito internet del Tg1, divenuto peraltro punto di raccolta di sondaggi, discussioni ed approfondimenti. Ecco che, a corredo dei servizi di maggiore spendibilità tematica la grafica ci vengono segnalati dei siti in soccorso. Pochissima roba. Fanno ridere gli internauti esperti. Ed anche quelli "timidi". Però ci sono, quei rimandi. Eccome se ci sono. E prima non c'erano. Messaggio: internet esiste, signorina tv generalista.

Anche sotto il profilo della scaletta, Riotta sta tentando pericolosamente di ridimensionare (o almeno di alternare appena, di tanto in tanto, l'esposizione in vetrina) le beghe politiche che non siano di effettiva importanza. E di valorizzare, al contempo, le scadenze storiche, di costume, oltre che di riflessione (un'intervista, per quanto annacquata, al teorico dell'islam Ramadan non l'avevo mai vista in tv a quell'ora). Ieri sera c'era l'anniversario dell'inondazione fiorentina, con relativo lancio della copertina di Speciale Tg1 - che mi pare sempre in maggiore sinergia col Tg1 e quasi in sua chiave d'approfondimento. Anni fa vagava nel nulla. Ecco ancora che i confronti, rapidi scambi di battute, botta e risposta che non siano fra i soliti nomi dell'intellighenza vengono proposti più di frequente, più rapidamente, come brevissimi corsivi o sintesi di vicende incasinatissime.

Tutte cose che i telegiornali di tutto il mondo - guardo spesso la Bbc World, ma so che il modello è senz'altro inimitabile - fanno con costanza da almeno due lustri.

Però, diamine: ci voleva qualcuno che iniziasse a farlo anche in quello scassone di telegiornale che rimane pur sempre - non dimentichiamocelo - il principale mezzo d'informazione del nostro paesetto.

Il nostro tabloid quotidiano. E allora meglio che sia un tabloid, per quanto possibile, al passo coi tempi e dignitoso.

25.10.06

Tired Tonight


Io-sono-molto-stanco. Questa-sera.
Davvero molto-molto-molto stanco.

Quasi quasi, se proprio non rischiassi di essere accusato di demagogia e populismo, userei un superlativo: stanchissimo.
24.10.06

Hello emptiness! Goodbye to romance!

Chorus
Bye bye love
Bye bye happiness
Hello loneliness
I think I'm gonna cry
Bye bye love
Bye bye sweet caress
Hello emptiness
I feel like I could die
Bye bye my love, goodbye

There goes my baby
With someone new
She sure looks happy
I sure am blue
She was my baby
Till he stepped in
Goodbye to romance
That might have been

Chorus

I'm through with romance
I'm through with love
I'm through with counting
The stars above
And here's the reason
That I'm so free
My loving baby
Is through with me

Chorus

Ecco, più o meno per valutare il grado di follia che alberga durante le cene in casa mia, fra me mio padre e mia madre, immaginatemi affiancato ad un aitante signore cinquantenne - sebbene un po' sbiancato, ma con tanto di pizzetto - mentre, dopo la pasta e fagioli, intoniamo all'unisono "Bye Bye Love".

La Musica, non c'è niente da fare, è - scientificamente - uno dei fattori fondamentali di compressione spazio-temporale.
21.10.06

Gerry il comico

Relazioni lunghe Gerry non ne ha.
Anche quelle che gli piacciono davvero dopo un po' lo stancano.
Frequenta Sara, una fan di ventisei anni, col pallino della new age. La sua passione è ascoltare il canto delle balene col walkman.
Dopo aver fatto l'amore, la ragazza appoggia la testa al petto del comico. Lo sente sospirare.
-Che hai? - dice lei sollevando la testa.
-Nulla.
-Dai, che hai?
-Nulla, ti dico.
-Sei poco zen. Non nascondermi le cose, Gerry.
-E va bene. E' che dopo un po' che sto con una ragazza mi sorprende il forte desiderio che muoia investita da un aereo in fase di decollo.
Sara trasecola. Difficile apprezzare la sincerità di Gerry, ma lui è fatto così.
Non riesce a soportare il pensiero che debba essere legato alla stessa donna per tutta la vita. A ciascuna manca qualcosa, pensa il comico.
Ed è quello che hanno tutte le altre.


Un brevissimo, piccolissimo regalino di un bel libro in uscita. Per ora meglio non dire nulla. Tanto ne parlerò fra qualche giorno. Intanto questo - ma non solo questo - è il mood.
18.10.06

A volte finiscono

Così, due appunti cronachistici che meritano di essere sollevati e salvati dalla mediocre massa di monnezza (l'ormai insopportabile e famosissima M.M.M.) che invade i nostri cervelli.

First of all: ieri è morto Andrea Parodi, bellissima voce sarda, nota al pubblico delle masse per una vecchia "Spunta la luna dal monte" con Pierangelo Bertoli, SanRemo 1991. Ma alle spalle dieci, cento, mille prestigiose collaborazioni. Senza contare la lunga carriera con i Tazenda.

E' stato sfiancato da un male incurabile. E se vedete la foto della sua ultima esibizione, lo scorso 25 settembre all'anfiteatro Romano di Cagliari, non potete che p i a n g e r e. Stop.

Second: ha chiuso il CBGB'S. Leggere qui per credere. Ma, soprattutto, rimirare a dismisura l'immagine (icona) qui sopra.

16.10.06

I'm Not Hanging Around (come direbbe sempre quel mio grande amico)

In questi giorni sono stato abbastanza assente, perché nel giro di una settimana o poco più mi sono imbarcato (o meglio, sono stato con mia grande soddisfazione fulmineamente reclutato) in una nuova impresa che mi ha costretto - davvero ben volentieri - ad una rapida e parziale riorganizzazione della mia vita attuale.

In parole semplici semplici: ho trovato lavoro. Nel mio campo, qualificante, contrattualizzato (finalmente, dopo anni di cose nere o quasi), molto stimolante e legato al web (fate una navigata qui e scovatemi: a me non piace dire troppo nel dettaglio, verrano fuori da sole le cose belle).

Sono state giornate molto molto intense, come ogni fase di start-up. E lo sono (e saranno) ancora per un bel po' di tempo.

Ma non c'è davvero limite alla soddisfazione di poter lavorare nell'ambito per cui hai studiato, che ti appassiona e che si ha nel sangue, da sempre, da quando facevi i giornalini per i tuoi genitori e li vendevi a 500 lire utilizzando i doppioni delle figurine come foto. Considerando anche che quel tempo, tutto sommato, non è poi a distanze siderali. Anzi (!!!).
13.10.06

In Love Again

Here I Am. Ci sono, ci sono. In Love Again, come direbbe un mio caro amico - ma nel mio caso il Love non c'entra una minchia: ce n'ho uno e mi soddisfa assaje.

Sono riuscito ad arrivare sano e salvo alla fine di questa intensissima e campale settimana (al prossimissimo futuro dettagli e delucidazioni su quanto ho combinato negli ultimi giorni, cambiando anche in parte fisionomia ai miei prossimi mesi).

Intanto, una folle electro-pop band per la colonna sonora di questo vostro week-end, che spero possa essere - nonostante il barbuto e mefistofelico Caroselli ci lanci tuoni e fulmini - as sunny as possible.

http://www.heloisemusic.com/
10.10.06

Ridere. E riflettere. E poi ancora ridere seriamente

Non posso non copincollare questa cosa esilarante (come sempre) pescata dal sempre benemerito Nerds Attack.

Ridere. E riflettere. E poi ancora ridere seriamente.

I CONSIGLI (ipercinetici) di MORRISENSEI
E' pura accelerazione. Quella che inesorabilmente scandisce ciò che rimane della nostra vita. Eventi centrifugati. Tecnologie impazzite. Nevrosi e simbiosi meccanica. Sembra un film. Sembra la scenaeggiatura di un incubo firmato Tsukamoto. Eppure è la cronaca di questi giorni. Dei nostri giorni. Google compra You Tube. Ma You Tube che cosa è? Da dove è spuntato fuori? My Space è la nuova forma di comunicazione che sta soppiantando l'uso della vecchia mail! Una letale e oramai indispensabile piaga del networking più livido. La chat è già acqua passata. Ma chi è il signor My Space? Quel ragazzo sorridente che ti dà il benvenuto un secondo dopo esserti registrato? Possibile che quella faccia da compagnolo dell'Idaho nasconda un genialoide dell'informatica made in new millennium? Qualcuno mi sa spiegare cosa cazzo è un Podcast? Io non so nemmeno come si usa un iPod. Mi dicono che sia importante conoscere come l'Apple (l'etichetta dei Beatles??) abbia modificato il firmware. Il firm cosa? Nel frattempo la posta telematica vomita offerte per allungare il pene, per comprare Viagra e per scoprirsi milionari attraverso la vincita di una lotteria del Gambia. Intanto per modificare mezzo centimetro quadro di profilo My Space devo prendere la Patente Europea e aver fatto almeno 152 ore di corso sull'Html. Mi chiama un mio amico. Un attimo solo per cortesia. Ho dovuto riattaccare perchè lo sentivo malissimo. Dice che stava parlando con il Bluetooth. Gli ho chiuso in faccia. O parli con me o parli con quell'altro. Qualcuno adesso dovrà dirmi se ho fatto una gaffe. Siete mai entrati in un iTunes store? Applicano saldi? C'è nella vostra città? Ma, cosa importante, cosa diavolo vendono? Un mio caro amico dice che ha trovato la felicità interiore da quando fa acquisti su eBay. Attenzione però, aggiunge il gaglioffo, ti conviene tutelarti con Pay Pal. Ho fatto "si" con la testa. Ho spalancato un sorriso. L'ho rassicurato. Ma in verità non ci ho capito una mazza. Di nascosto ho provato un'iscrizione su quella malefica asta. Dopo aver inserito nome e cognome mi sono perso. Alla Gestapo avrebbero fatto meno domande. Negli ultimi anni hanno proliferato i Forum. Dove si discute amabilmente nascosti da un nick. Amabilmente al primo post. Al millesimo si hanno già gli occhi tumefatti e la bava alla bocca. Voi fate sharing? Condividete? Siete su messenger? Avete un profilo? Ma soprattutto bloggate? Messaggiate? Videotelefonate? Cosa usate? eMule, Kazaa, Morpheus, WinMX, eDonkey, eDonkey2000, FilePipe, Lepaip, Twopipp...e la porta USB ce l'avete? Quante mandate gli date? Il vostro PC è cazzuto come RAM? L'hard disk è esterno? Doppio? E i giga? Ne possedete tanti? Fate assaggi in Mp3? E il vostro Nero brucia? Mi è stato recentemente chiesto se uso Skype. Perdio ho pensato. E adesso cosa cazzo mi sono perso? Io mando solo SMS ho risposto. "MaDDai... è gratuito... ti videoparli... basta installarlo e avere una Web Cam!". Io ho un Windows 98 fedele come un Labrador. Microsoft mi ha detto che dalla scorsa primavera non verrà più aggiornato. Sono diventato triste. E la mia vita è cambiata. Skype suona come il cielo. Qualcosa di candido e azzurro. Solo illusioni. Ricordo ancora quei pesantissimi gettoni marroni con lo spacco in mezzo. Il profumo della cabine scaldate dal sole d'estate. I vecchi flipper. Non certo quelli magnetizzati che producono ora che ti fanno sbandare apposta la pallina. I punti Miralanza. I vinili comprati solo per la bellezza di una copertina. I telefoni grigi della Sip. I blocchi di carta velina per le tue indimenticabili prime epistole. I francobolli con le immagini dell'Italia. Quella che non c'è più. Quella nascosta dai SUV, dalle Card, dalle TBI, dai Kbyte, dai Megabyte, dai PDF, dalle multisala e dalla solitudine. Se non prenoti il tuo posto on line sei fuori. Fuori dal mondo. Fuori da tutto. Ho voglia di un vecchio disco dei Kinks. Che parla del declino e della caduta di un impero. Che è ancora attuale. Ed è il vero futuro.
Vostro "Arthur" Sensei
8.10.06

Il Mondo guarda, chi si batte muore per mano dello Stato: addio ad Anna Politkovskaya


Abbiate il potere, la facoltà di inorridire. Almeno oggi. Almeno per piangere la morte di una delle poche voci critiche e libere di quella sottospecie di mastodontico cadavere politico dal puzzo nauseabondo che si chiama Russia. La Russia del judoka di ferro Vladimir Putin. Che ad oggi, con quest'ultimo omicidio di stato, è definitivamente scivolata del regime autoritario. Senza scampo. Ne sono convinto e quanto accade ne è testimonianza.
Mentre il Mondo si occupava - o più propriamente, voleva occuparsi - d'altro, negli ultimi quindici anni, e in particolare dall'inizio della seconda guerra cecena (1999), la Russia svendeva agli ex membri della classe politica comunista la sua infrastruttura industriale, saltava a pié pari lo sviluppo di una opinione pubblica informata perché la censura tornava a farsi pressoché asfissiante e precipitava nell'autoritarismo. Prima per mano di Boris Eltsin, poi del suo delfino di ghiaccio - che gli avrebbe garantito l'impunità: Putin.
Ho un amico che spesso passa in Russia per motivi di lavoro. E le sue cronache, per me che non ci sono mai stato (e non voglio certo andarci, fin quando la Russia sarà questo schifo di corruzione, violenza e criminalità organizzata frammista fra ex-Kgb e intellighenzia proto-finanziaria) risultano sempre enormemente toste da mandar giù: mi parla di un paese fermo, grigio, oscuro. Di una nazione dominata dal denaro, dalla corruzione in ogni suo aspetto. Dell'attenzione che bisogna avere, in qualsiasi cosa si faccia.
Per me che amo la Russia, la sua cultura; che sono sempre stato incuriosito dalla sua tribolata e magnifica storia; che addirittura abbozzai, anni fa, lo studio del cirillico, si tratta di cronache molto tristi.
Anna Politkovskaya è stata amamzzata perché svolgeva il suo lavoro di giornalista come in Russia quel lavoro è vietato svolgerlo. Punto.
Si sa che stava per consegnare l'ennesima inchiesta scottante relativa alla tortura russa in Cecenia. Ne aveva consegnate e pubblicate centinaia. Aveva denunciato le storture più palesi e le più nascoste. Scritto decine di libri. Fatto nomi, cognomi, dati precisi ed inequivocabili. Era stata cinquanta volte in Cecenia, sempre clandestinamente e rischiando di non tornare nella sua modestissima casa nella prima periferia di Mosca. Dove è stata crivellata da quattro colpi di pistola. Uno al cervello, come fanno i sicari della mafia per accertarsi che l'obiettivo muoia, senza scampo.
Il silenzio delle autorità, oggi, rispetto a questo ennesimo assassinio di stato, parla da solo. E d'altronde nessuno si aspettava davvero nulla da una classe dirigente che si può definire quantomeno ambigua.
Queste persone sono da conoscere. Queste persone sono persone importanti. Sono queste che "esportano la democrazia", altro che balle. Queste persone pagano, hanno pagato e pagheranno con la propria vita la sola colpa di aver svolto integralmente e senza timore il proprio lavoro.
Leggere. Informarsi. Pensare. Via dalla tv. Via dalla merda.
Qui per chi non sa.
Di seguito il comunicato di Amnesty International:

RUSSIA: AMNESTY INTERNATIONAL CONDANNA L’OMICIDIO DI ANNA POLITKOVSKAIA, GIORNALISTA E ATTIVISTA PER I DIRITTI UMANI
Amnesty International si e’ dichiarata scioccata, rattristata e profondamente oltraggiata per l’omicidio di Anna Politkovskaia, giornalista e attivista per i diritti umani, avvenuto sabato 7 ottobre a Mosca.
Anna Politkovskaia e’ stata colpita a causa della sua attivita’ di giornalista e dei suoi reportage sulle violazioni dei diritti umani in Cecenia e in altre zone della Russia.
‘La Russia ha perso un’attivista per i diritti umani coraggiosa e dedicata alla causa, che non aveva paura di prendere posizione contro la violenza e l’impunita’ e levava sempre la sua voce per chiedere giustizia’ – ha dichiarato Paolo Pobbiati, presidente della Sezione Italiana di Amnesty International.
L’organizzazione per i diritti umani chiede alle autorita’ russe di avviare indagini complete e imparziali sull’uccisione di Anna Politkovskaia, di renderne pubblici i risultati e di portare di fronte alla giustizia i responsabili.
Amnesty International chiede inoltre al governo di Mosca di prendere misure urgenti per assicurare che tutti i difensori dei diritti umani e i giornalisti indipendenti, compresi coloro che lavorano nel Caucaso del nord, possano svolgere la loro attivita’ in condizioni di sicurezza e senza timore di minacce e intimidazioni.
Anna Politkovskaia denunciava le violazioni dei diritti umani in Cecenia dal 1999, attraverso i suoi articoli sulla Novaia Gazeta. Per questo suo coraggio, aveva ricevuto numerosi premi internazionali, tra cui nel 2001 il Global award for human rights journalism istituito dalla Sezione Britannica di Amnesty International. Si era anche occupata di violenza nell’esercito, corruzione e brutalita’ della polizia.
In passato aveva subito ripetute intimidazioni dalle autorita’ russe e cecene. In varie occasioni, era stata arrestata e minacciata di pesanti conseguenze se non avesse cessato di scrivere. Nel settembre 2004 aveva denunciato di essere stata avvelenata a bordo di un aereo sul quale intendeva raggiungere Beslan, nell’Ossezia del Nord, mentre era in corso il sequestro di centinaia di ostaggi.
7.10.06

"Vada così dotto': tutta de retromarcia..."

Non c'è nulla da fare: la realtà batte sempre la più fervida immaginazione.

Per un motivo assai semplice: l'immaginazione parte indissolubilmente dalla realtà. La sua base è la realtà. Donc...

PS Quella dell'articolo è una tipica cosa che sarebbe potuta venire in mente al sottoscritto. Escoriazione annessa.
6.10.06

Cronache postume e contratture calcistiche

Metti una mattinata in giro per la Capitale. Metti pure che quel giorno (id est la giornata che va or ora terminando, quando un giorno è appena finito e un altro apppena cominciato) c'è lo sciopero dei mezzi pubblici, e che quindi Roma è follia pura. E non aggiungi altro, che tanto in Italia si sa, il traffico è tragedia.

Metti che sei lì per un colloquio di lavoro. Poi torni a casa e dopo pranzo inizi a studiare su un manuale di critica letteraria del Novecento che sembra un Almanacco delle Nazionali di Calcio dei Critici Italiani, non un volume assegnato in una Facoltà Umanistica. Nomi nomi nomi nomi senza polpa. Metti che ci stai circa quattro ore, anche di più. Le lenti friggono.

Ah: metti che nel frattempo - cioè il giorno prima - la connessione ad Internet era saltata, e dunque trascorri almeno un'ora al telefono col tecnico incaricato dalla Telecom di sbrogliare la matassa (che, non c'è mai limite alla Provvidenza, alla fine individua il guasto sia lodato: un filtro danneggiato in centrale, Alice torna più veloce che mai).

Poi vai a cena. E pensi che la giornata sfiancante sia finalmente giunta al termine.

Mentre sei sul filetto di platessa, proprio mentre forchetta e coltello son lì lì per iniziare il loro balletto, dopo gli spaghi alle zucchine, chiama Munji: "Me sà che te tocca venì a giocà. Fra tre quarti d'ora sotto casa mia. Intanto però fammi un favore: ti mando due link, mi scarichi un paio di mp3 e me li metti su cd o pennetta?". Ingurgiti le ultime foglie d'insalata mentre tuo padre prepara il caffè (ha fretta pure lui e la mamma: c'hanno da ballare). E tu ti prepari.

Poi esci. Prendi Munji. Prendi l'amico di Munji. Fai qualche chilometro. Arrivi al campo (orribile, modello-trincea): di scena l'amichevole Dopolavoro Napoli - Rappresentativa Artisti Locali. 'Na commedia. Risultato finale: 6-3 per gli Artisti, compagine nella quale hai militato.

Metti che hai segnato un gol. E te ne sei mangiati altri 54. Metti che NON corri, non c'è un cazzo da fare: la palestra t'avrà sicuramente regalato tanti bei centimetri di muscoli, ma t'ha reso un carrarmato senza cingoli. Inchiodato peggio di un banano.
Ti piazzi in avanti, sperando in qualche palla che ogni tanto arriva e, alla fine, un bel 6/6,5 considerando la vittoria, c'è tutto. Munji c'ha un sinistro terroristico, cazzo, però pure lui mica corre. Mica. Corre.

Poi, ancora, metti che ti fai la doccia fra gente che deve rientrare in caserma ed altri pelosi assortiti. Riaccompagni l'amico di Munji. Riporti a casa Munji (che dovrebbe uscire con una russa amica del manager, russo pure lui ovviamente, ma non c'ha l'acqua a casa perché c'è un guasto e quindi rinuncia pensando a quanto finirebbe col risultare puzzoloso) e risali 'n coppa a Monterotondo.

Poi sei qui. La piccola Munjina manda messaggi a dismisura, anche lei sfinita, e (metti) che individui una contrattura alla schiena.

Metti un po' la ciabatte. E vai a letto. Cazzo.

UPDATE: Ieri sera, in preda ai deliri da acido lattico, ho dimenticato di segnalare nel bilancio della giornata una leggera escoriazione al gomito sinistro, provocata da un "placcaggio" effettuato in area amica contro un avversario. Situazione della mattinata: positiva.
3.10.06

Anvru (???)

Da Repubblica.it:

Un'agenzia per la valutazione. Si chiamerà 'Anvru' (Agenzia Nazionale della Valutazione Università e Ricerca) e avrà il compito di valutare il lavoro sia degli enti di ricerca che delle università con una copertura finanziaria di 5 milioni di euro. "Sarà un organo autonomo sia dal potere politico che dagli atenei - ha puntualizzato Mussi - proprio per assicurare una valutazione il più possibile oggettiva". Proprio in base ai report dell'agenzia, infatti, il ministero provvederà alla distribuzione dei finanziamenti alle università, che non saranno più a pioggia (cioè pressoché uguali per tutti) ma che terranno conto dei risultati raggiunti sia nel campo della ricerca che in quello della didattica.

Speriamo non sia l'ennesima pagliacciata di Ente. Non mi dispiacerebbe che l'attuale, insufficiente e contestabile sistema didattico (soprattutto per le lauree magistrali) fosse messo per bene sotto la lente d'ingrandimento.
Per bastonare a dovere e togliere soldi laddove non c'è bisogno di erogarli.

Nicolò La Rocca said...

"Incazzarsi fa bene alla salute mentale. Solo che troppo spesso non ci resta che un atto di volontà. Per forare la rassegnazione".