
29.11.06
Pamela Des Barres #1

28.11.06
Il Prete Gianni? Quello c'aveva altro da fare, c'aveva.

23.11.06
Dal freddo al caldo
Al di là della (ovvia e) lusinghiera occasione di fronte ad almeno una sessantina di persone, sono stato oggetto di un fenomeno prima d'ora estraneo.
Mi spiego: sono da sempre dotato di una notevole sicurezza in pubblico. Nota, anzi, per essere affine alla glacialità. Insomma: quasi prendo il confronto e l'eloquio pubblico come una sfida, ciò che mi porta nove volte su dieci all'eccellenza.
Quest'oggi, però, non è capitato. E' capitato qualcosa di ancor più omogeneo, ancora oltre in un certo senso: non ho assolutamente avvertito il passaggio di consegne - nel momento in cui la docente mi ha dato la parola. Voglio dire: ho preso il turno con una scioltezza tale da evitarmi addirittura quello scatto-glaciale che solitamente innesca il mio turno-pubblico.
Insomma: una osmosi dal privato al pubblico che mi ha davvero fatto piacere. Beninteso: non che non abbia sentito il passaggio. Ma - come dire - non è stato necessairo il raffreddamento per affrontarlo.
Boh. Non so se mi sono spiegato. Comunque direi che vi conviene leggervi l'ultima recensione pubblicata su Rockit relativa ai NoHayBandatrio.
Marco Travaglio ha appena finito uno dei pezzi più divertenti cui ho assistito in tv negli ultimi tempi. Ha dimostrato - provocatoriamente ma fondatamente - come in Italia convenga uccidere la propria moglie o il proprio marito (causa l'assurdo gioco dell'oca di sconti, attenuanti e riduzioni di pena) piuttosto che avviare una lunga e noiosa pratica di separazione. Fe-no-me-na-le!
22.11.06
L'omino in motorino
Guardate, in particolare, sotto al codice a barre.
C'è un simbolo - anzi, più propriamente: un'icona, senza addentrarci nelle pur corrette disquisizioni semiotiche - che, davvero, non avevo mai visto prima. Oltretutto ho cercato informazioni in merito, ma non ne ho individuate.
Sostanzialmente è uno sviluppo della famosa icona con l'omino che getta l'oggetto nel cestino, stampata o stampigliata praticamente su ogni genere di prodotto.
Qui, però, come avete modo di verificare, c'è qualcosa in più: l'omino è a bordo di un motorino (!).
Cioè, il messaggio è sempre lo stesso: "Gettare il rifiuto nel cestino". Però, in questo buffissimo caso, il soggetto (e quindi l'oggetto della prescrizione) muta sensibilmente.
Io l'ho letta - questa customizzazione - come un messaggio rivolto ai giovani. Cioè: l'omino sta sul motorino poiché è un giovane. Essendo i giovani fra i più avidi consumatori di tabacco, l'icona sarebbe giustificata.
E al contempo, però, sancirebbe - così, anche a livello simbolico piuttosto minuto - una situazione di enorme preoccupazione.
Se addirittura arriviamo a personalizzare l'iconografia post-industriale e prescrittiva in funzione del consumatore.
O meglio: questa personalizzazione è giusta ed è sempre stata applicata. E' un peccato vedere che sul pacchetto di sigarette sia già, come dire, preso per certo ed ormai definitivo il profilo dell'utenza media: id est, quella giovanile.
21.11.06
"Central Park è un Tappeto Arcadico sintetico"

18.11.06
Finally, got it! (=minchia, finalmente è arrivato!)
Guarda un po' il caso: il pacchettino è arrivato a destinazione.
17.11.06
Freaky shipping! (=esaurimento libroso)
Ordunque. Gradirei mettervi al corrente dell'assurda - o quantomeno sgradevole - vicenda di un piccolo pacco. Un pacco - un "pacchettino" come dice il mio benemerito postino di fiducia nonché sosia ufficiale di Fabrizio Frizzi - che contiene, per la precisione, due libri: uno interessante, l'altro meno (credo, ma non è detto). Il primo è "Il paesaggio. Una storia fra natura e architettura". l'altro "Le biblioteche italiane oggi". Costo totale: 28 euro.Ho ordinato - e contestualmente pagato con la totipotente PostePay - i due libri su Bol.it lo scorso 27 ottobre. Si, ok, d'accordo: col ponte novembrino in arrivo ordinare qualsiasi cosa (fosse pure due chili di tortelli) il venerdì precedente non è il massimo. Chissene, ho pensato. Intanto mi tolgo il pensiero, poi quando arriva arriva.
Col cazzo: qui non arriva più, 'sto pacco.
Trascorsi - secondo le informazioni a mia disposizione - oltre dieci giorni dalla spedizione mi faccio vivo con Bol: l'intenzione è quella di richiedere una seconda spedizione.
Niente da fare: se torna in resa bene. O se passano 45 giorni: in questi due casi, l'ordine viene dato appunto per "reso" o "smarrito" e viene riaccreditato il denaro. Ma secondi invii - nemmeno a chi ha pagato con Carta di credito - non se ne fanno. Due volte, ho chiamato. Niente. Via. Pussa. Che sie matto. Ho pure fatto amicizia con la centralinista. Niet.
Però (buonanime) mi danno il numero identificativo del collo (per i non-filologi: del pacco), suggerendomi di verificare se - come credono - è in giacenza nel mio ufficio postale di zona. Suggerimento accolto. Qui, tanto, il numero serve a niente: il controllo lo fanno ad occhio, non sono computerizzati. Però nulla da fare, "non c'è nulla in giacenza per Cosimo". "Cosimi", replico. "Vabbè, è uguale: Cosimo, Cosimi. Non c'è nulla".
Allora chiamo il call-center (alt: loro dicono contact center: fors è più politically correct. Boh. Vista l'aria che tira con Athesia) delle Poste, quello super-mega-gigante, e forse lo ritrovo, il pacco: "Si, risulta nell'Agenzia Roma1 in via Corcolle 12/14 (stupore). Ma è in NON consegna (arrrggghh: cosa diavolo vuol dire NON consegna? Non me ne facico nulla della logica aristotelica contro codesti maghi del linguaggio), e non so dirle perché. Vedrà che entro un paio di giorno andrà in consegna. Male che vada va a prenderselo da solo al deposito" (!!!??). Basito.
Richiamo, poiché - dopo ricerca sul sito delle Poste - l'Agenzia in questione non esiste. "Certo che non esiste, si tratta dell'Agenzia della Sda, non di un ufficio postale. Lei ha cercato un Ufficio Postale". Ah, giusto cazzo: la prossima volta studierò a memoria l'intera struttura immobiliare di Poste Italiane e della Sda prima di chiedere informazioni. Sia mai.
Verifico. E - in un lampo di passione, quasi piango - lo ritrovo: il mio pacchetto è nientepopodimenoche a Settecamini, 25,4 km da casa mia. E' lì, cavolo. E' lì per davvero.
Gioia. Tripudio. Due pargoli che credevo perduti sono salvi.
Ma non ancora a casa. Manca l'ultimo, mortale tratto da Settecamini a casa mia.
Una selva oscura. Una forca. Un passaggio delicato, che suggerisce di non avanzare alcuna prospettiva futura in merito all'esito del viaggio.
Ce la farà il nostro prode pacco a farsi trasportare - dopo un lungo ed impervio percorso addirittura da Brescia - per altri 25,4 km?
PS Tanto per farvi fare quattro risate: proprio oggi, fra l'altro, ho ricevuto un disco inviatomi dall'America in data 10 novembre: quattro giorni dopo rispetto alla data d'invio del famigerato pacchetto coi libri. Che però è partito da Brescia.
16.11.06
Attrezzi da lavoro
13.11.06
9.11.06
Chiacchiere e distintivo #1
Ferdinando Adornato
Scozia On The Munji!

Eilean Donan Castle: il castello più fotografato di Scozia

In a fuckin' dirty vegetarian b&b
Ancora Eilean (ve l'ho detto, no?: è il castello più fotografato delle High Lands)
Ditemi se non sembra la cover di un disco. Fantastica. In the same fuckin' shady b&b. Tea room.
Loch Lomond
Qualche indefinito luogo nelle Highlands - dove ho lasciato un pezzo di cuore, per l'intensità dei paesaggi che hanno il fascino dell'Unicità Ecco come riconoscere Il Conformista
'Sta gente non c'è più, oggi. Non dico ontologicamente - che pure già sarebbe una assenza lancinante.
Piuttosto, intellettualmente: non ce n'è più.
E allora riascoltiamoli, e rivediamoli, e riascoltiamoli, e rivediamoli.
E magari cerchiamo pure di comprenderli ed assimilarli.
8.11.06
Ecco. Insomma. Leggere.
- le specie, vegetali e animali, di cui si stima l'esistenza nell'ecosistema terrestre variano tra 30 e 100 milioni;
- le specie, vegetali e animali, conosciute e descritte in dettaglio, si aggirano attorno a 5 milioni;
- le foreste tropicali occupano un'estensione pari al 7% quella terrestre e accolgono una percentuale di specie stimata tra il 50% e l'80% di quella della copertura forestale complessiva del pianeta;
- la foresta amazzonica accoglie tra 40 e 100 specie di alberi ad alto fusto per ettaro;
- le foreste delle latitudini temeprate del Nord America accoglono tra 10 e 30 specie di alberi ad alto fusto per ettaro;
- nelle foreste pluviali del Borneo si possono trovare anche 700 specie arboree in uno spazio di 15 ettari, numero pari a quello totale delle specie arboree che vivono nel Nord America;
- in una vasta parte del mondo (Stati Uniti, Brasile, Africa equatoriale e la fascia compresa tra la Cina e L'australia) si contano 50mila specie vegetali e 2mila specia animali per stato;
- l'erosione causata da comportamento umano ha posto a rischio il 15% del patrimonio ecologico della terra;
- in agricoltura sono state finora usate 80mila piante, di cui almeno 3mila in forme intensive, ma appena 150 di queste sono state usate in coltivazioni;
- appena 8 tipi di coltivazioni forniscono il 75% del beni alimentari del mondo;
- nell'ambiente oceanico si suppone vivano 15mila specie di pesci e tra 15mila e 20mila specie di alghe;
- 100 milioni di abitanti, tra i più poveri della Terra, basano la loro alimentazione soltanto su risorse ittiche;
- il 60% della popolazione mondiale si cura con medicinali ricavati dalle specie vegetali locali;
- in India e in Cina, nove abitanti su dieci fanno uso di medicine tradizionali;
- in Cina si fa uso di 5mila specie vegetali per ricavare medicinali;
- nelal foresta amazzonica le popolazioni locali usano mille specie vegetali per lo stesso scopo medicinale;
- in Kenya il 40% dei medicinali usati dalle popolazioni locali proviene dalle foreste.
E noi siamo ancora qui a parlare di Mastella e Schifani.
Ma dai. Cazzo.
Chi volesse approfondire può acquistare il manuale di geografia umana di Adalberto Vallega, da cui è tratto l'elenco ("Geografia umana", Le Monnier università, 31 euro) oppure andare qui.
4.11.06
Domande per casa
"Ma le valutazioni letterarie, quelle degli specialisti tanto quanto quelle dei dilettanti, hanno, possono avere un fondamento oggettivo? o addirittura razionale? Sono mai qualcosa di diverso da giudizi soggettivi e arbitrari, del tipo "Mi piace, non mi piace"? Per contro, accettare che il giudizio critico sia inesorabilmente soggettivo, condanna fatalmente a uno scetticismo totale e a un tragico solipsismo?"Ecco: ho trovato il cruccio che mi rovinerà la giornata.
Ci mancava solo questo.




