18.7.08

PERSONAL PORNO: E SE DOMANI GODESSIMO DAVVERO?

C’è Morgana, la star. Roberta e Luana, due facce di un'inedita Doctor Jeckyll tutta al femminile, la mattina studentessa e il pomeriggio pruriginosa camgirl. E poi ancora la casalinga Ophelia. E Maliziosa Chanel con compagno (partecipante) annesso. Sembra un'armata felliniana d'altri tempi, solo rieditata nel nuovo millennio. Non è altro, invece, che l'avanguardia del nuovo sesso, quello che d’altronde le società liquide si meritano e si ritagliano su misura: il personal porno.

Federico Ferrazza, giornalista che scrive di scienza e tecnologia su «L’espresso», sul «Sole 24 Ore» e sul «Venerdì di Repubblica», trattiene il respiro e si immerge nel pieno dell’alta marea montante dell'arcipelago erotico e pornografico internettiano. Lo fa andando a ficcare il naso, con approccio impeccabile e continuamente ligio a preservare l'accessibilità anche al lettore meno avvezzo a certi gerghi e a certi luoghi virtuali, in ogni minuto meandro della faccenda. In un crescendo continuo, che dalla disamina attenta e tecnicissima dell'inedito e redditizio mestiere di camgirl – con cui tante vostre figlie e nipoti si pagano l'università e la macchina nuova – arriva fino agli aspetti pesanti e sonanti del vecchio mercato pornografico catapultato nella crisi dal porno 2.0, Ferrazza seziona con certosina accuratezza ogni implicazione, necessità e potenziale sviluppo delle nuove modalità con cui provare sensazioni su internet.

Ne emergono almeno tre punti esiziali. Il primo è la comprensione che, anche grazie a un'analisi di questo tipo, nella nuova pornografia online sta accadendo esattamente quanto avviene in ogni altro ambito "ricreativo" grazie alla rete: Ugc, user generated content, dicono gli anglosassoni e gli espertoni. Con parole nostre: partecipazione e condivisione di contenuti realizzati in piena autonomia. Il secondo è che lo sfruttamento economico di questo genere di contenuti è ormai anni luce dal mero dilettantismo: stanno crescendo e pascendo piccoli imperi – dal mondo virtuale Red light center a You porn e compari fino all'oggettistica tecnologica di alto livello, vedi alla voce iPorn – che hanno il pregio di non tener fuori nessuno, nemmeno la venticinquenne che vende biancheria intima per 40 euro a pezzo e chiede 3 euro al minuto per uno strip davanti al computer. Racimolandone anche 2 o 3mila, alla fine del mese grazie alla sinergia col portale Ragazzeinvendita.com. E soprattutto facendosi pietra angolare dell'intero discorso. Terzo: esattamente come nel mondo delle major discografiche e cinematografiche, anche i colossi dell'old porn stentano ad architettare contromisure bilanciate ed efficaci per contenere le mastodontiche perdite che fanno segnare senza sosta. Qualcuno si muove (timidamente), altri vivacchiano con i diritti dei vecchi film, altri ancora schiamazzano senza comprendere. Intanto il mercato dei dvd crolla e la Rete comanda flussi e incassi con l'interattività e la prospettiva (abominevole?) di poter un giorno trasmettere sensazioni nervose da incanalare e godere tramite appositi terminali, oltre che immagini statiche e in movimento.

«Quando l’esperienza dell’utente sarà arricchita dal senso del tatto e sarà quindi possibile stimolare una persona a distanza ci si potrà davvero immergere in un mondo virtuale»
Brian Schuster – Amministratore delegato Utherverse/Red light center.

Federico Ferrazza
Personal porno
Fazi Editore
222 pagine
16 euro


2 hanno detto la loro:

FulviaLeopardi ha detto...

per me, meglio il reale...anche se il virtuale diventasse 'tattile'

simone ha detto...

Assolutamente. Non c'è dubbio.
Però ci sono situazioni nelle quali il virtuale diverrebbe assai utile. ;)