«Gli italiani stanno raggiungendo il culmine dell'idiozia. Concionano. Berciano contro le tasse. Non si smuovono. Non intuiscono la crepa. L'orizzonte di deflazione psichica a cui stanno correndo incontro, con gioiosa incoscienza. Nemmeno la morbosità, nemmeno la rassegnazione, nemmeno l'indignazione hanno più presa su questo popolo diviso in due caste sommarie, la ricca e la povera che vive nella finzione di un ricchezza elusiva, l'agio ostentato a spese di una povertà occulta ritmata dal pagamento delle cambiali: debiti contratti per andare in vacanza in luoghi di culto estivo per vip e segnalati come costanti del desiderio dai magazine del gossip, questa stampa non patinata, in carta a bassissima grammatura e inchiostrata male, che viene sfogliata avidamente da due terzi del Paese [...] A ciò è congeniale il processo di glaciazione a cui gli italiani hanno sottoposto la propria storia, che è una storia di tragedie, di guerre civili palesi e sotterranee, di ipocrisie e trasformismi, di odio covato ed esploso in pubblico o in occulto. Dalla Resistenza al fascismo fino alla stagione dei conflitti degli anni Settanta, non una risoluzione è stata data: piuttosto, una sospensione dei fatti e dei personalismi, diffusissimi, di quelle parabole storiche, tra le quali si pongono cospirazioni e scandali che avrebbero travolto ovunque le classi dirigenti - ma non in Italia. Nella sospensione glaciale di questi periodi di sisma sociale, viene evitato il metabolismo naturale che la Storia commina come funzione basale per l'evoluzione di una società.[...] Sfugge il nucleo umano».

Giuseppe Genna, Italia De Profundis, Minimum Fax 2008, pp.55, 67.

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Scritto e ideato da simone quando erano le 09:53 | 2 Commenti
Adesso la colpa sarebbe di Facebook – o più simpaticamente di Faccialibro, non so come lo chiamiate. La produttività ne risentirebbe. Il social network «distrae, meglio oscurarlo». Invece di lavorare la gente si dedica al cazzeggio selvaggio su Fesibuc (altra etichetta apocrifa). Addirittura la competitività nazionale sarebbe a rischio. E via sparando.

A me questa cantilena di lagne da padroni fa davvero incazzare, perché rispecchia il vizio tutto italiano di coprire i propri drammi cronici con distorti specchietti per le allodole. Pensateci solo un attimo. 

Un Paese che tratta ignobilmente studenti e pendolari stipandoli come bestiame dentro treni puzzolenti e perennemente in ritardo; che crolla in ginocchio dopo due giorni d'acqua lasciando alla mercé del fango, dei crolli e degli allagamenti milioni di cittadini soccorsi da poche migliaia di poveri cristi; che ha edificato ovunque, disboscando senza pietà, denudando boschi e colli e invadendo argini e rive; che considera il decoro urbano una nemmeno troppo sofisticata tecnica di ruberia pubblica; che negli ultimi trent'anni ha prodotto un sistema infrastrutturale in alcune parti paragonabile solo a quelli dei paesi ex comunisti dell'Est europeo; che non ha strade ferrate (magnifica la Freccia rossa: ma chi deve andare da Porto Gruaro Terme a Molfetta? Che s'attacchi) e dove l'alta velocità è un'eccellenza da tratte redditizie. 

Un Paese, dicevo, che non ha strade, dove tutte le consolari e statali sono inevitabilmente a una sola corsia da decenni (prendete la Salaria per entrare a Roma) per non parlare delle autostrade, che costano tanto e valgono poco; che quelle poche strade praticabili che ha le abbandona in situazioni disastrose, mettendo a repentaglio la sicurezza di centinaia di migliaia di automobilisti e motociclisti costretti a pericolosi rodei fra buche profonde due metri e dislivelli stradali che creano pozze inaudite e rifà l'asfalto solo prima delle elezioni. 

Un Paese, insomma, dove i lavoratori e gli studenti arrivano in ufficio, in fabbrica, all'università o dove diavolo debbano andare stressati, già stanchi, in ritardo fisso quasi mai per loro volontà, con un'aggressività sufficiente a un assassinio di massa e insoddisfatti di chi li governa (per non aprire il capitolo politica e affari), vi pare possa additare come ragione dei propri fallimenti economici uno stupido e scarno sito internet?

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Scritto e ideato da simone quando erano le 15:30 | 5 Commenti

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