7.2.07

Indiani e gnorri

Il vero, gigantesco problema della sicurezza nel mondo del calcio è sotto gli occhi di tutti - con maggiore evidenza dopo quanto accaduto ieri negli incontri andati avanti per tutta la giornata: prima la riunione dei presidenti delle società a Fiumicino, poi l'incontro di Matarrese col commissario della FIGC Luca Pancalli, infine il ministro Amato che ha acconsentito a ricevere il presidente della Lega calcio dopo le folli (ma così oneste come quelle di un bambino ricco e stronzo) esternazioni dell'altro giorno a Radio Capital.

Ed è cioè il solito, vecchio ed angusto problema dell'effettività delle leggi e del conflitto difficilmente sanabile fra l'interesse privato e quello pubblico. Il contrasto fra chi fa le leggi e i soggetti interessati ed investiti dagli effetti o dai precetti di quelle leggi - e che debbono magari, qual è il caso in questione, mettere in atto provvedimenti atti ad implementare quelle leggi.

Sono stato restìo ad affrontare questo argomento nei giorni scorsi. Non volevo aggiungere aria fritta alle immensità di boiate che ho ascoltato ovunque, con rare eccezioni - ma per carità, ognuno può e deve ben dire la sua; persino Matarrese che così ci rende l'analisi ancor più elementare. Soprattutto mi ha innervosito che pochissimi siano riusciti a cogliere - o meglio: l'hanno colta, ma non hanno il coraggio di esplicitarla - la questione di cui dirò fra poco.

Però, dicevo, arrivati a questo punto non si può non vedere - con un certo allarme e con altrettanto disincanto - come i fondamentali responsabili di questa situazione siano i vertici delle società.

Mi domando e chiedo: in quale altro paese, dopo una tragedia come quella di venerdì (venerdì scorso, cinque giorni, non sei mesi fa) e comunque in un contesto da guerriglia diffuso da almeno venticinque anni, i dirigenti delle società di calcio, dopo un primo assenso momentaneo alla sospensione delle partite, tornano dopo quattro giorno all'attacco a spron battuto poiché non condividono i provvedimenti del Governo? E soprattutto, alle sacrosante misure di sicurezza antepongono i problemi con gli abbonati che faranno causa alle società, i risovolti economici, le enormi perdite e via blaterando. Come se un uomo che può pagare sei milioni di euro all'anno ad un altro uomo potesse avere paura di perdere quei quattro spicci che arrivano dalla vendita dei tagliandi. Ma questo è un altro discorso.

Beninteso: non he il Governo non possa fare scelte errate - ma non mi pare questo il caso e non è nemmeno il punto della mia riflessione, se volete.
Il fatto è assai più semplice, davvero. E cioè: molto chiaramente si constata che non c'è l'atteggiamento. Non c'è l'apertura. Manca totalmente la disponibilità a trattare, mediare, contribuire ed infine l'elementare necessità di mettersi a disposizione del potere statuale - che fino a prova contraria, santo cielo, sta sopra e non sotto a delle pur potenti società sportive - per risolvere la questione. A quesit non gliene frega un cazzo di mettere i tornelli, i separatori, gli steward e tutte le altre misure del già discreto decreto Pisanu.

E' il solito gattopardesco artificio del "tutto cambi perché nulla cambi": voi fate pure le vostre leggi rinchiusi al Viminale. Noi però, intanto, riprendiamo rapidamente le partite, se possibile anche la sera ed a porte aperte.

Perbacco! Una disponibilità davvero lampante.
Ecco: a mio avviso è solo questo il problema.

Senza un vero patto fra Stato e società professionistiche, un accordo che come accaduto altrove viaggi nella stessa direzione, non andiamo da nessuna parte.

Qui, invece, c'è uno Stato che come al solito s'accorge il giorno dopo - meglio tardi che mai - che alcune leggi non vengono applicate e corre ai ripari. E, dall'altra parte, un nauseabondo sottobosco di poteri forti e meno forti che di quell'inapplicabilità viveva o che comunque ivi risiedeva senza troppi intoppi.

E che vuole che tutto prosegua come prima.

7 hanno detto la loro:

Anonimo ha detto...

secondo me il problema è anche di ki dovrebbe esercitare il suo potere ma lo esercita nel modo più sbagliato possibile, le cosiddette "forze dell'ordine" che caricano indiscriminatamente veKki e donne (e non diciamo cos'altro fanno) provocandone un'odio molto diffuso, infatti tutte le tifoserie(e non solo) odiano le forze dell'ordine, e non credo sia un caso.
1saluto

simone ha detto...

Questo è un altro problema, che in certi contesti può anche avere un suo fondamento.

Ma che un ispettore esca di casa e torni in orizzontale non è ammissibile. Non c'è discorso che tenga.

Infine scusami, ma vecchi e donne allo stadio se ne vedono molto pochi. E certo non stanno lì a pigliarsi le manganellate.

Non mischiamo i problemi, per favore.

missmidnight ha detto...

No ma più che altro si deve sempre arrivare alla tragedia perchè si muova qualcosa.

Miss.

Anonimo ha detto...

no, infatti non dico assolutamente questo, non è MAI ammissibile la morte di qualcuno, ma purtroppo come ben dici la televisione dice una marea di cavolate, fa apparire le cose come in realtà non stanno,dicono sia colpa dell'orientamento politico(!!) di certi tifosi e altre cavolate di proporzioni gigantesche... inoltre se fosse morto un tifoso innocente non avrebbe nemmeno fatto notizia e avrebbero inventato cavolate,l'avrebbero messo in cattiva luce, invece muore 1 tutore della legge, ed ecco ke scoppia il casino e si accorgono subito del problema.

Anonimo ha detto...

ah, per quanto riguarda vecchi e donne, bè, non parlo solo dello stadio, parlo anche di molte manifestazioni a cui partecipano tutti (vedi g8), oppure all'uscita degli stati. hanno nascosto 1 gravissimo episodio di 1 uomo di 60 anni uscito da 1 bar fuori da 1 stadio e malmenato dalle forze dell'ordine, e potrei stare qui all'infinito ad elencarti cose di questo genere, ma non mi pare il caso. 1 saluto

Diego D'andrea ha detto...

Ciao Simone, purtroppo non riesco a far partire 90 Degrees ... riproverò anche più tardi ... sono troppo curioso!
Per quanto riguarda ciò di cui scrivi in questo post, purtroppo, dai commenti che ho letto, mi convinco sempre più che il problema è molto più radicato... non sono solo i vertici ad essere ambigui, paludosi ma soprattutto ottusi... anche la base più anonima e meno appariscente, a quanto vedo, non scherza affatto!
Ciao D

FulviaLeopardi ha detto...

fatta la legge, trovata la scappatoia
dovrebbe essere il nuovo motto d'italia