20.8.07

FAST FOOD NATION: L'INFERNO DEI BOVINI (E DEGLI UMANI INTESTINI)

Perché fra poco mangeremo plastica. Perché trovare merda nella carne non scandalizza più: abbiamo merda ovunque.Perché ormai le vacche pesano 700 chili e producono il doppio del latte di una volta: nutre più il tetrapack. Perché sono stanco e voglio andare in vacanza. Pubblicato stamattina su Extra! Music Magazine. E vediamo se avrete ancora lo stomaco di andare in un fast food...

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Merda nella carne. Troppa merda. L’hanno scovata degli studenti di biologia durante un’esercitazione universitaria. Bisogna che qualcuno della Mickey’s Food Restaurants schiodi il culo dalla sua poltroncina californiana. E vada a controllare cosa diavolo sta succedendo a Cody – grigia città immaginaria della low-class Usa – dove ha sede lo stabilimento che acquista, macella e spedisce in tutta America la carne che farcirà il mitico Big One, fortuna dell’azienda di fast food. Alter ego paro paro di MacDonald’s e compagnia panineggiante.

A muoversi – e a muovere il punto di vista dello spettatore – è il vice-presidente Marketing (Greg Kinnear). La docu-fiction sulle malefatte dell’industria alimentare di massa statunitense segue però un doppio-binario. Da una parte, appunto, la trasferta dell’incaricato. Prima scettico. Poi convinto. Infine, complice di un sistema mostruoso. Cioè che non vede. Ciò che non gli mostrano nel costruito tour aziendale. Ciò che non saprà mai del puzzo di quel gigantesco inferno animale. Ciò che intuisce e, però, sceglie di coprire. Dall’altra, le vicende di un manipolo di clandestini messicani – bravissima Catalina Sandino Moreno - che compongono la forza lavoro dell’azienda di Cody: quello che vedono e che devono far scomparire – scelgono i tranci peggiori per gli hamburger, trascorrono ore a pulire ettolitri di sangue, interiora e feci. I sacrifici che compiono. Le nefandezze che debbono subire, sia fisicamente – stupri, prostituzione, infortuni – che psicologicamente, vista l’esperienza nello schifosissimo stabilimento.

C’è di tutto, dentro “Fast Food Nation”. Distese di bovini semi-immobili. Sangue, merda e intestini a volontà – in contrasto con l’assurda asetticità delle procedure di vestizione. Decapitazioni animali. Non essendo un documentario – difficile superare “Super Size Me” di Morgan Spurlock, nel quale il regista s’è messo personalmente in ballo giocando col suo colesterolo – ma, piuttosto, un interessante incrocio fra plot giornalistico e realizzazione tipicamente cinematografica, la pellicola di Richard Linklater (nella foto sotto) gioca sulla narrazione stretta e sulla denuncia palese. Impersonata dalla scelta della giovane Ashley Johnson, cassiera del Mickey’s di Cody, di prendere coscienza, lasciare il suo posto e passare dalla parte dei contestatori.

Il film tiene. E’ ben fatto, perché Linklater è bravo e la presenza di alcuni camei notevoli (perfetto Bruce Willis e credibile Kris Kristofferson) lo sostiene. A volte s’infogna un po’ nelle vicende dei messicani, e perde lo slancio di denuncia – anche se lo fa per variare le tonalità di un’unica questione. E più che Michael Moore, c’è al caparbietà di Oliver Stone - ma andiamoci piano.

Alla fine, le sequenze girate nel mattatoio restano mostruosamente magnifiche per il coraggio con cui sono montate e per la fotografia, che rende quei tranci di bovino le icone incolpevoli di un’epoca fatta di cibo scadente, persone malate e società arroganti ed avare.

14 hanno detto la loro:

Phoebe ha detto...

Ed adesso... tutti a cena da zio Mc Donald!!!!!!!

simone ha detto...

Ironia della sorte... visto che sono in partenza credo che mi toccherà andarci, almeno qualche volta, per limitare l'emorragia di danaro... ;)))

FulviaLeopardi ha detto...

alla prossima, prima di dire che dico cazzate, leggi bene: non ho mai detto che sicko sia un film propagandistico, c'è una recensione intera in cui di propaganda non si parla
siccome i detrattori di moore sostengono che sicko sia propagandistico, ho detto: "Poi magari sicko..." ;)

simone ha detto...

Cara Fulvia, è proprio quel "poi magari" che m'ha infastidito.

Mai fare concessioni, se non si è d'accordo...

Poi magari: niente.

Buon lavoro. ;)

sara unibg ha detto...

ciao simone , ma dove vai in vacanza per finire dritto dritto dallo zio Mc??? perchè ci son sempre soluzioni alternative a seconda del Paese di destinazione....

simone ha detto...

Ma no, ma no. Vado in un posto (Spain) in cui si mangia bene.

E' che uno mica può star sempre acena al Ritz... ;)

Ciao!

sara unibg ha detto...

Fantastico...Spagna, mi segunda casa! y donde? Pero bueno , alli se come de maravilla...un bocadillo y un trozo de tortilla bebiendo una cerveza o mejor un plato de jamòn iberico (Bellota o patanegra...lo mejores)come alternativa al simpatico Mc.
IN TUTTA LA SPAGNA SI MANGIA BENE E CON POCHISSIMI EURI (ebbene si euri in Spagna hanno loS euroS)...in che zona vai?

simone ha detto...

Grazie dei consigli... ma mi ero informato per bene... ;)

Andalucia!

Ciaooo!!!

sara unibg ha detto...

Bellissimo...ero li giusto giusto lo scorso anno....fantastici i 39° di Cadiz...lungo l'oceano...Buon giro il tour dell'andalucia sarà indimenticabile...
Hasta pronto....

Alice. Caterina Narracci ha detto...

ciao simone,
c'era un periodo che come finivo di mangiare quelle "delizie", mi veniva un attacco di diarrea... un incubo.
a presto!
catj

Diego D'andrea ha detto...

L'Andalusia la conosco molto bene... è splendida!
Anche se ad agosto è un pò come vivere in un phon ;-)
Divertiti e a presto!
D

simone ha detto...

Eccomi di ritorno!

E' stato un viaggio splendido e, alla facciaccia vostra, nemmeno troppo caldo! ;)

A presto con le nuove.

S

LeLait ha detto...

E devo dirlo... iniziavo a sentire la tua mancanza sul 'piccolo' mondo della rete....

simone ha detto...

Ciò mi lusinga molto...

;)