7.9.07

STANDING ON THE SHOULDERS OF GIANTS

"Penso che una vita per la musica sia un'esistenza spesa meravigliosamente".

Se n'è andato un Gigante. C'è poco da dire. Un Gigante.

Uno di quelli che - almeno a noi, noi ragazzi trasversali degli anni '80 - ci accompagnano da quando siamo nati. Quelli che la Disney li inseriva nelle sue storie, magari parodiandoli. Quelli che ti pare siano lì da sempre. Come tua nonna. Come tuo padre e tua madre. Com'era stato per Giovanni Paolo II. Quelli che li conoscono pure i cafoni del bar di sotto. Sui quali si fanno le battute. Si inventano barzellette. Si ascoltano, però, in rispettoso silenzio. Perché toccano il cielo con un dito, quando sono in giornata. Quelli, insomma, che interrompono il flusso, e lo gestiscono loro. E interrompere il flow di questa Società mica è cosa da poco. Quelli, insomma, che hano le carte in regole per la qualifica di immortali. Ce ne sono - e ce ne sono stati - pochissimi.

Un Gigante.

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