3.1.08

IL MEDIOEVO DEL CINEMA ITALIANO

Una risposta - volante e veloce - che ho fornito in una mailing list a proposito del corto (qui) prodotto dal Movimento dei 100 autori riguardo la crisi del cinema italiano.

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Per carità: mi piacerebbe che l'Arte fosse libera e sciolta da vincoli economici. Come no. Come diceva il mio professore di Estetica.
Ma non è così. Ed è giusto che non sia così. Aggiungo: non è mai stato così.

La produzione ha un costo. Essere sconosciuti ha un costo. Distribuire un prodotto in modo dignitoso ha un costo.
Gli artigiani, che permettono all'arte di sviluppare le proprie idee, hanno un costo.

Mi pare che il Movimento dei 100 autori punti solo a porre il problema Arte (e sostegno pubblico all'Arte) al centro del dibattito.

Ma perchè in questo paese l'aggettivo pubblico deve per forza far storcere il naso?
E' impossibile proporre un piano strategico – per esempio – di sostegno alla distribuzione che preveda dei vincoli imposti per legge alle società (sono tre, poi, mica 2mila) e che eviti quelle vergognose morti premature di film fatti (perché poi, alla fine, i film si fanno, anche con due lire) e uccisi in culla, mai distribuiti?

Auspichiamo il libero mercato, anche nell’Arte. Bene. Benissimo.

Ma diamo agli artisti dei canali puliti, efficaci, funzionanti. Almeno, per fare un solo esempio, rendiamo concorrenziale il mercato distributivo – che poi a catena alimenterà quello produttivo – attualmente inchiodato sul duo ministerial-ministeriale Medusa-01 (Rai).

Tutti i paragoni del corto stanno a indicare che la questione sta scivolando pericolosamente in secondo piano. E quando scivola in secondo piano l'Arte, c'è da preoccuparsi.

Il problema è proprio che i soldi "sono pochi e mal distribuiti dai capetti politici".
Dovrebbero essere di più (vogliamo parlare della Siae? Vogliamo discutere degli infiniti rivoli clientelari nei quali vengono dispersi milioni di euro ogni anno?) e distribuiti con una logica pulita. Che valorizzi gli esordienti validi (non in quanto esordienti tout court), gli autori che hanno dimostrato di saper incontrare il favore del pubblico e quelli, per esempio, che hanno raccolto successo all’estero.

E che vada soprattutto a risolvere la magagna più grossa: quella della distribuzione.

La verità è che siamo ancora al vecchio cummenda che sgancia il soldo.

E rilancio questo.
"E' come la sanità".

4 hanno detto la loro:

silvia ha detto...

san germano ;-)

samu64 ha detto...

Ciao Simone, ti ricordi del progetto SuonoAnziano? Se ti va sul mio blog ho messo il disco "Io suono un autarchico" scaricabile gratuitamente. Solita produzione baraccosa, ma se hai tempo di ascoltarlo mi fa piacere, www.samu64.splider.com.
Ciao, grazie

Samuele

Anonimo ha detto...

sto aspettando.... !!!!

kyk

simone ha detto...

Fatto!