21.11.05

Magari non sai spiegarti

Ci sono delle volte in cui, davvero, devi essere tu a non saperti spiegare.

Si, perché mica è facile destrutturare il proprio pensiero e trasmetterlo ad altri.

Non parlo di capacità comunicative: parlo e scrivo - mi dicono - assai bene.
E lo faccio anche di mestiere. Oltre che ad aver studiato - e a continuare a studiare - proprio ed esattamente quello.
Cioè come comunicare in maniera efficace e pertinente. Quindi.

E' che a volte non ci sono contenuti da passare. Ma solo rappresentazioni mentali.

E quelle mica è lo stesso che recensire l'ultimo film di Pupi Avati.
Quelle sono incastonate nella nostra mente (intesa proprio com'è da intendersi in psicologia cognitiva).
E dunque bloccate all'interno di moduli inaccessibili alla coscienza, chiusi al livello personale.

Se ci pensate bene è terribile, e allo stesso tempo magnifico, esaltante: la nostra mente, secondo gli psicologi cognitivi(sti) o almeno una certa scuola (quella che sostiene la modularità massiva) è architettata come un sistema semiscomponibile di moduli specifici per dominio e sostanzialmente autonomi. Oltre che incapsulati.

Cioè, veloci, frugali ed efficienti per la nostra vita - sarebbero darwiniani, cioè frutto della nostra evoluzione.

Ma isolati, chiusi ed inaccessibili - oltre che inenarrabili - a noi stessi.
Che li portiamo - conretamente - in testa. Oltre quella zucca bianca.

3 hanno detto la loro:

Matan ha detto...

Capiso la dimensione comunicativa a cui alludi.
Il problema è che difficilmente troverai una persona pronta a sospendere il giudizio su questo particolare atto comunicativo.

- bla bla "rappresentazione mentale" bla
-Ma che stai dicendo?!
-Appunto

bera05 ha detto...

La nostra mente..che mistero grandioso!
Da questi moduli inaccessibili nascono i grandi capolavori, le grandi intuizioni, ma anche le piccole capacità del vivere di ogni giorno!
Da questi moduli inaccessibili, però, nascono anche le guerre le sopraffazioni, e tutto quello di cui ogni giorno le cronache riportano fedelmente.
Posso anche capire l'evoluzione di questi moduli, ma rimane pur sempre un mistero come nell'uomo possa convivere il bene ed il male in una lotta continua per la supremazia!
Certamente il bene va educato, coltivato, ricercato, perchè "nasconde" la fonte della nostra vera felicità! La dimensione del "dono di se" per la gioia dell'altro automaticamente porta alla propria gioia. Ma tutto questo spesso viene ignorato, trascurato per vivere in quella dimensione dell'insoddisfazione costante pensando che la nostra gioia sia nell'avere sempre di più. Perchè questo concetto, ben sperimentato dall'uomo non evolve e si ricade sempre negli stessi errori?
Sicuramente l'intelligenza nell'uomo si evolve nei secoli a prescindere il nostro contributo;altri elementi nascono con l'uomo e si evolvono soltanto se l'uomo stesso li alimenta li persegue,sbagliano e ricominciando per tutta la vita.

Ciao Simone, grazie di questo spunto di riflessione che mi hai stimolato. Forse lo posto. (termine che mi paice poco ma questo si usa nel gergo)

bera

bera05 ha detto...

Ho articolato meglio le idee e ne ho crato un post.

Ciao.

bera