24.1.07

C'è un kalashnikov a bordo!



Ora. Va bene che l'aeroporto di Khartum, in Sudan, non sarà sorvegliato come quello di Zurigo o Atlanta. Che, insomma, avrà verosimilmente controlli meno stringenti addirittura di quello di Tunisi o del Cairo. D'accordo.

Può dunque anche starci che - nonostante gli ultimi sei anni siano stati i peggiori nella storia dell'aviazione civile con conseguenti misure di sicurezza montanti in tutto il mondo - qualcuno riesca comunque a portarsi a bordo un oggetto contundente, una forbicina, un cacciavite, addirittura un deodorante (!!!). Anche una pistola, via. Davvero, non sto giocando: se avete presente cosa sia il Sudan forse converrete con me.

Ma un kalashnikov no. No cazzo. Proprio non ci sto. Anche se è Africa. Anche se è una delle regioni più imbizzarrite e sanguinose del continente nero. Anche se. Se. Un kalashnikov no. Mi pare materialmente impossibile, a meno che qualcuno non abbia voluto farlo salire, con un kalashnikov a bordo.

Eppure si. E' successo. Stamattina, infatti, un tizio è salito a bordo di un Boeing 737 della Air West ed ha dirottato il velivolo sfoggiando nientemeno che un lucidissimo Avtomat Kalashnikova modello 1947. Il papà di tutti i fucili di assalto del mondo. Il simbolo di un'epoca e di una parte del mondo - quella Est. Ne sono stati venduti più pezzi dei dischi dei Depeche Mode: 100 milioni.

Insomma il tizio ha costretto i piloti a far rotta su N'Djamena, capitale del Ciad. Per poi chiedere asilo politico all'ambasciata francese.

Chissà se al check-in gli avevano consegnato il sacchettino trasparente per il dopobarba e la crema contro i brufoli.

1 hanno detto la loro:

Diego D'andrea ha detto...

Anche se non conosco bene i termini esatti della faccenda, dubito che certe cose possano accadere senza un'opportuna regia (o le necessarie elargizioni corruttive)... cosa, tuttavia, che rende i termini della faccenda ancora più inquietanti!
CIao D